l'Ecoglossario


Uno strumento per il lavoro di gruppo



Di norma un glossario è uno strumento di supporto tecnico. Ogni disciplina ha un proprio lessico e il glossario serve a fornire le precisazioni per gli aspetti più specialistici, così come sono stati definiti e fissati all'interno della disciplina stessa. Nel nostro caso la situazione è diversa. Impegnare delle amministrazioni a interpretare le opportunità e gli effetti ambientali delle proprie politiche, significa procedere in un campo dove i concetti di riferimento sono, per buona parte, ancora da fondare e comunque non corrispondono all'accezione abituale. I termini vanno "ridisegnati", in qualche caso forzati a significare cose che hanno senso solo nel contesto nel quale ci troviamo a operare. L'importante è intendersi, sintonizzare il nostro lavoro senza farci intralciare dagli equivoci. In altre parole, quello che segue non è un glossario che fornisce definizioni che corrispondono a categorie "oggettive" e valide una volta per tutte. Va inteso piuttosto come uno strumento dinamico, che potrà anche mutare in corso d'opera. Serve per accordarsi sul significato che si vuole imprimere alle iniziative di CLEAR, indipendentemente dal fatto che questi significati siano o no "pienamente" espressi nelle azioni. Starà a noi valorizzare questi concetti ogni volta che ne esiste la possibilità, sfruttando anche piccole occasioni che serviranno, quantomeno, ad acquisire categorie mentali che tornano utili a chi amministra il territorio o promuove politiche ambientali.
Così il lessico da un lato rispecchia la realtà concreta, dall'altro propone nuove chiavi con cui interpretarla. E se le chiavi sono condivise, anche il nostro lessico potrà essere, nel suo genere, una "lingua viva".



Ambiente

L'insieme delle risorse naturali e di tutte le altre risorse che da esse derivano. Nella valutazione delle politiche ambientali, il concetto comprende tutte le risorse, come sopra definite, e il modo in cui esse vengono utilizzate e distribuite secondo le regole economiche e sociali vigenti. Negli ultimi decenni il termine "ambiente" ha cambiato radicalmente significato. I suoi confini si sono estesi fino a contenere categorie e problemi che non erano previsti nella sua geografia iniziale. Via via che ci si è resi conto che il nostro pianeta è un "sistema chiuso", regolato da un complesso intreccio di relazioni reciproche, tutti i criteri di analisi sono mutati. Il problema non si riduce soltanto a salvaguardare una singola area naturale o l'integrità delle acque, ma si estende all'intero sistema delle risorse, comprendendo in questo non solo le ricchezze naturali ma anche i fattori che incidono sulla loro qualità, sulle loro trasformazioni in beni e servizi, sulla loro distribuzione all'interno della società. In altre parole, la cultura ambientale ha compiuto quella metamorfosi che rende tale ogni cultura vera: è passata dalla considerazione del proprio oggetto ristretto (la natura) alla considerazione di tutti i fattori che su quell'oggetto influiscono, e ne mutano la qualità e il significato. E si candida come interprete del cambiamento di scala richiesto dalla globalizzazione.
Vedi: "Politica ambientale".



Agenda XXI, Agende 21 Locali

L'Agenda XXI è il documento programmatico sul quale si sono incentrati i lavori del Summit della Terra di Rio de Janeiro, nel 1992: materialmente, si tratta di 800 pagine in cui viene tracciato il quadro dei diritti e dei doveri per il nuovo secolo e che hanno costituito la base per la formulazione della Dichiarazione di Rio. Le Agende 21 Locali (A21L) sono gli strumenti con cui i principi generali definiti a Rio vengono concretamente tradotti nelle politiche locali.



Audit ambientale

Insieme delle attività, svolte secondo apposita procedura, che consente una valutazione sistematica, documentata, periodica e obiettiva dell'efficienza dell'organizzazione e del sistema di gestione ambientale. La verifica riguarda sia la corretta attuazione delle politiche e delle procedure operative aziendali, sia la verifica del raggiungimento di obiettivi fissati e l'individuazione di eventuali azioni correttive, sia la verifica della conformità normativa. Audit ambientali possono essere svolte sia da verificatori interni all'azienda, sia esterni, quali società di consulenza accreditate per il rilascio della certificazione ambientale.



Amianto

E' un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso (che gli conferisce resistenza e flessibilità) in natura è sottoforma di 6 composti (actinolinta, amosita, antofilita, crisatilo, crocidalita, tremolita). Il significato della parola amianto, chiamato anche abseto, è immacolato e incorrutibile.




Benchmark

Parametro di riferimento dei rendimenti di una classe di titoli. Conosciuto anche come indice di performance, ha la caratteristica di indicare sinteticamente l'andamento reddituale di un investimento finanziario.



Best Practises

Attività di ricerca, analisi e studio delle prassi migliori relativamente ad uno specifico settore di interesse.



Bilancio o Rapporto ambientale

Rapporto o bilancio ambientale sono termini spesso utilizzati indistintamente. Nei paesi anglosassoni (i primi a instaurare questa pratica aziendale) con il termine environmental reporting si intende l'attività di informazione sul rapporto tra impresa e territorio fisico. Il Rapporto Ambientale è pertanto quel documento diffuso al pubblico e redatto periodicamente all'interno, per mezzo del quale l'impresa descrive le sue principali problematiche ambientali, il suo approccio strategico, la sua organizzazione per la gestione ambientale, le azioni messe in atto per la protezione ambientale e documenta, con dati statistiche e indicatori, il proprio impatto (il bilancio ambientale) e gli aspetti finanziari connessi con l'ambiente (spese correnti e di investimento). Oltre che strumento di comunicazione con i vari interlocutori dell'impresa (azionisti finanziatori, assicuratori, opinione pubblica, gruppi ambientalisti, autorità nazionali e locali, clienti e consumatori), il rapporto ambientale (e il bilancio che esso contiene) rappresenta un elemento fondamentale per la gestione strategica della variabile ambiente, all'interno del processo di pianificazione d'impresa.



Bilancio ambientale di un ente locale o Documento di sostenibilità

Il termine "documento di sostenibilità" è stato definito e introdotto nel dibattito sulla contabilità ambientale pubblica dal disegno di legge Giovanelli e altri dal titolo "Legge quadro in materia di contabilità ambientale dello Stato, delle regioni e degli enti locali". Nell'accezione della proposta di testo normativo, il "documento di contabilità ambientale" è un "documento riguardante la sostenibilità ambientale dello sviluppo" che comuni, province, regioni e Stato approvano ogni anno, "contestualmente ai documenti di programmazione economico-finanziaria e di bilancio". "Documento di contabilità ambientale", "documento riguardante la sostenibilità ambientale dello sviluppo", o ancora, più in breve, "documento di sostenibilità" e "bilancio ambientale dell'ente pubblico territoriale" sono sinonimi. Tale documento contiene: un sistema organizzato di conti ambientali (fisici e monetari) in relazione alle competenze dell'organo istituzionale cui si riferisce, realizzato in modo da rendere possibile il confronto con i documenti di programmazione economico-finanziaria e di bilancio; la valutazione degli impatti ambientali delle politiche settoriali, sociali e di sviluppo attuate o da attuare dall'ente. Esso consiste, dunque, in un rendiconto politico-istituzionale in materia ambientale, costruito su una base di dati (sistema dei conti ambientali) inerenti lo stato dell'ambiente e le pressioni del sistema antropico sull'ambiente stesso. Può essere effettuato a consuntivo dell'attività dell'amministrazione pubblica (documento di sostenibilità consuntivo) o in fase di programmazione della stessa (documento di sostenibilità preventivo). Secondo questa accezione, è un bilancio ambientale satellite rispetto al bilancio economico-finanziario dell'ente pubblico territoriale. CLEAR ha come obiettivo l'approvazione di bilanci ambientali da parte dei 18 comuni e province partner del progetto che effettueranno la sperimentazione. Il bilancio ambientale segue lo stesso iter dei documenti pubblici di bilancio e di programmazione economico-finanziaria: viene preparato dalle amministrazioni dedicate (assessorati all'ambiente, ministero dell'Ambiente), sottoposto all'esame delle giunte comunali, o provinciali, o regionali o al Consiglio dei Ministri, discusso e approvato e infine presentato, esaminato e posto in votazione dalle assemblee elettive degli organi di ciascun livello istituzionale di governo del territorio. Ha la finalità di riformare la governance, ovvero di internalizzare la variabile ambientale nel processo decisionale pubblico di governo. Il disegno di legge Giovanelli demanda a una serie di decreti attuativi la più precisa definizione dei contenuti e della struttura del documento stesso, dopo una fase di sperimentazione tesa a individuare, per ogni livello istituzionale, procedure e informazioni più efficaci e utili a fini della decisione politica.



Bilancio economico

Il termine bilancio economico viene diffusamente utilizzato, anche se in modo improprio, per indicare il documento amministrativo di una organizzazione (es.: bilancio d'esercizio), che espone in modo bilanciante le variazioni di opposto segno o significato, riguardanti un oggetto o un fenomeno che si evolve nel tempo che viene osservato nella dimensione quantitativa economica.



Bilancio annuale di previsione di un ente locale

Il bilancio annuale di previsione è il documento contabile che contiene le previsioni di entrata e di spesa relative all'esercizio cui il bilancio si riferisce. Per i Comuni e le Province deve essere redatto osservando i principi contabili e rispettando la struttura fissata dalla legge. Lo stato di previsione delle entrate si articola su tre livelli di specializzazione: Titoli, Categorie, Risorse; in relazione, rispettivamente, alla fonte di provenienza, alla tipologia ed alla specifica individuazione dell'oggetto dell'entrata. Per quanto riguarda le spese, i livelli di specializzazione sono quattro: Titoli, Funzioni, Servizi, Interventi; in relazione, rispettivamente, ai principali aggregati economici, alle funzioni degli enti, ai singoli uffici che gestiscono un complesso di attività ed alla natura economica dei fattori produttivi nell'ambito di ciascun servizio.
Dopo la riforma del 1995, il bilancio preventivo annuale degli enti locali viene redatto solo in termini di competenza e non anche di cassa.



Bilancio pluriennale di un ente locale

Il bilancio pluriennale dei Comuni e delle Province è elaborato in termini di competenza e copre un periodo, da tre a cinque anni, previsto per il bilancio della Regione di appartenenza. E' uno strumento di programmazione a medio termine. Gli stanziamenti previsti nel bilancio pluriennale per il primo esercizio corrispondono a quelli del Bilancio di previsione.



Bilanci satellite

Con il termine di bilancio satellite si definisce il ruolo che dovrà avere la contabilità ambientale negli enti locali, cioè quello di uno strumento parallelo, e di pari importanza, rispetto alla contabilità ordinaria.

Certificazione ambientale

La Certificazione ambientale è il rilascio di un parere professionale da parte di un soggetto terzo indipendente (verificatore esterno) sulla completezza, comprensibilità e affidabilità del Rapporto ambientale di un organizzazione, ed in questo caso si parlerà di Certificazione del Rapporto ambientale, oppure sulla conformità del Sistema di Gestione Ambientale di un'organizzazione ai requisiti richiesti dalla norma o standard prescelto (es. ISO 14000 e EMAS, vedi), e in questo caso si parlerà di Certificazione del Sistema di Gestione Ambientale.

Biodiversità

Il termine indica la varietà degli organismi viventi sul pianeta, essa può essere descritta in termini di geni, specie od ecosistemi. Lo sviluppo sostenibile dipende anche dalla comprensione, protezione e conservazione degli innumerevoli ecosistemi interattivi del pianeta.



Bonifica

Per bonifica si intende l'insieme degli interventi atti a eliminare le fonti di inquinamento e le sostanze inquinanti o a ridurne le concentrazioni presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque superficiali e sotterranee ad un livello uguale o inferiore agli standard fissati dalle norme. Sostanzialmente attraverso la bonifica si raggiunge un grado di salubrità dell'ambiente molto simile a quello naturale, avendo come fine il ripristino della situazione originaria. In un sito bonificato non sussistono particolari limitazioni alle attività che può ospitare: esso, quindi, può essere destinato ad uso residenziale, commerciale e produttivo.



CFC

Composto chimico allo stato gassoso utilizzato nei frigoriferi e nelle schiume autoespandenti; la radiazione ultravioletta causa il rilascio degli atomi di cloro, con pregiudizio del buco dell'ozono, e con la conseguenza di contribuire all'"effetto serra".



Cogenerazione

Produzione combinata di energia elettrica e vapore, utilizzabile sia nell'ambito industriale che civile (teleriscaldamento).



Conferenza di Kyoto

Terza Conferenza delle parti firmatarie della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, tenutasi nel dicembre del 1997; in tale occasione è stato definito un Protocollo che prevede impegni legalmente vincolanti di contenimento delle emissioni di gas serra rispetto al 1990 (per l'Europa 8%, per l'Italia 6,5%).



"Command and control"

Strumento di politica ambientale basato sull'emanazione di norme e sul relativo controllo dell'applicazione e dell'osservanza. Rappresenta l'approccio iniziale che (sin dagli anni '70) ha improntato la legislazione comunitaria e di tutti gli Stati membri per la gestione delle politiche ambientali. A decorrere dai primi anni '90, in contrapposizione a tale sistema si è posto quello dellEMAS (vedi) che introduce approcci volontari di corresponsabilizzazione dell'apparato produttivo.



Contabilità ambientale

Con il termine contabilità ambientale si intende un sistema che permette di rilevare, organizzare gestire e comunicare informazioni e dati ambientali, questi ultimi espressi in unità fisiche e monetarie. A seconda che l'utilizzatore del sistema sia un organizzazione pubblica o privata si parlerà di contabilità ambientale pubblica o d'impresa. Le finalità di tale strumento possono essere sia di comunicazione interna, e quindi come supporto alle decisioni dell'organizzazione, sia di comunicazione esterna.



Contabilità economica

Il termine contabilità economica viene diffusamente utilizzato, anche se in modo improprio, per indicare il sistema di registrazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle informazioni e dati di impresa, questi ultimi espressi in unità fisiche e monetarie. A seconda che l'utilizzatore del sistema sia un'organizzazione pubblica o privata si parlerà di contabilità pubblica o d'impresa. Le finalità di tale strumento possono essere sia di comunicazione interna, e quindi come supporto alle decisioni dell'organizzazione, sia di comunicazione esterna.



Conti ambientali

I conti ambientali descrivono la pressione, espressa in unità fisiche, esercitata dalle attività economiche sull'ambiente naturale. Nel disegno di legge sulla contabilità ambientale pubblica, i conti ambientali vengono definiti nel modo seguente: "Per sistema di conti ambientali si intende l'insieme delle informazioni che, nell'ambito del sistema statistico nazionale descrivono: a) la consistenza e le variazioni del patrimonio naturale; b) le interazioni tra economia ed ambiente; c) le spese per la prevenzione, la protezione e il ripristino in materia ambientale". Si tratta della base informativa del bilancio ambientale o documento di sostenibilità dell'ente pubblico territoriale.



Crediti ecologici

Finanziamenti di progetti eco-compatibili.



Deming W.E. (ciclo di)

(1990-1993) Statistico e studioso di management e organizzazione ha sviluppato un modello di Quality Management che persegue l'obiettivo del miglioramento continuo e dell'innovazione di prodotti e processi.



Disegno di legge sulla contabilità ambientale

E' il disegno di legge "in materia di contabilità dei Comuni, delle Province, delle Regioni e dello Stato", presentato dal sen. Giovanelli e altri e approvato dal Senato il 14 luglio 1999.Il testo, alla cui redazione ha contribuito il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, è stato ripresentato nella XIV legislatura ed è ora all'esame della Commissione Ambiente del Senato. Per ulteriori approfondimenti vedi "La natura nel conto", a cura di Fausto Giovanelli, Ilaria Di Bella, Roberto Coizet, Edizioni Ambiente, Milano 2000.




Dismissione

Comprende tutti gli interventi di riutilizzo degli impianti siderurgici e metallurgici che non sono più in attività, in particolare la dismissione industriale presenta un duplice interesse di studio, cui corrispondono altrettanti approcci analitici: il pri marcati tratti esplicativi. La questione del riuso dei vuoti industriali viene invece colta come l'occasione per ridisegnare e/o ridefinire parti rilevanti della città e dell'intera area metropolitana.




Ecoefficienza

Il significato del termine ecoefficienza può essere fatto risalire alla riformulazione del concetto stesso di efficienza proposta da E. U. Von Weiszacker, A. B. Lovins e L. H. Lovins nel volume Fattore 4 (Edizioni Ambiente, 1998). Qui, per efficienza si intende ciò che consente di scindere il benessere dell'umanità dal consumo di risorse. Secondo gli autori, migliorando e calibrando l'efficienza - attraverso una serie di tecniche e metodologie già oggi disponibili - si può arrivare rapidamente a un utilizzo più razionale delle risorse, con benefici ambientali, sociali ed economici.



Eco-design

Riprogettazione del prodotto in modo che causi il minor danno possibile all'ambiente durante la produzione, l'uso e lo smaltimento.



Eco-innovatori

Aziende che presentano un grande potenziale innovativo in relazione ai prodotti/servizi erogati ad alta efficienza ecologica.



Eco-labelling

Insieme delle procedure introdotte in ambito europeo dal Regolamento comunitario n. 880/1992, consistenti nel contrassegnare con logo specifico i prodotti caratterizzati da un limitato impatto ambientale. Il logo viene assegnato a quei prodotti che soddisfano uno specifico insieme dei criteri ecologici.



Eco-leader

Aziende che all'interno del loro settore produttivo raggiungono le migliori performance ambientali.



Ecosistema

E' l'insieme degli organismi viventi e non viventi che formano l' verso un naturale stadio di "maturità", in genere non stazionario, ma oscillante attorno a valori medi ed entro limiti di efficacia derivanti da meccanismi omeostatici intrinseci.




EMAS

Schema di Gestione e Audit Ambientale secondo il Regolamento della Comunità Europea n. 761/01. Il Regolamento detta le regole per l'adozione volontaria di sistemi di gestione ambientale (analoghe allo standard ISO 14001) e per la redazione della Dichiarazione Ambientale.



Embodied energy

Il concetto di eMergia (embodied energy) sta per energia incorporata ed è una misura dell'energia utilizzata in un intero processo, naturale o artificiale.



Environmental Sustainability Index

L'Environmental Sustainability Index cerca di misurare i progressi verso la sostenibilita' in 122 paesi e si basa su di un set di 22 indicatori molto generali (tipo qualita' dell'acqua, riduzione dello stress degli ecosistemi, riduzione della pressione della popolazione ecc.) ciascuno dei quali combina da 2 a 6 variabili per un totale di 67 variabili (piu' specifiche come, ad esempio, la concentrazione di fosforo nelle acque, la percentuale di mammiferi minacciati, la percentuale nella copertura di foreste 1990-95, la mortalita' sotto i 5 anni ecc.). Un alto valore di ESI corrisponde ad un positivo livello di sostenibilita' ambientale.



Fondi ecologici

Fondo comune che investe in azioni o società che si distinguono per l'impegno verso la salvaguardia, la tutela e il rispetto dei principi etici.



Gestione integrata

Integrazione di politiche, programmi e procedure ecologicamente corretti.



GRI

Il Global Reporting Iniziative è un impegno internazionale a lungo termine, la cui missione è sviluppare e diffondere linee guida ad uso volontario per la realizzazione di rapporti sugli aspetti economici, ambientali e sociali dell'attività dell'impresa.



HDI

L'Indice di Sviluppo Umano (HDI) è costruito sulla base di tre indicatori a livello nazionale della speranza di vita, del grado di istruzione (istruzione degli adulti e iscrizioni alla scuola elementare-media-superiore), e della media del PIL pro capite (espresso in "dollari internazionali" vale a dire in termini di parita' di potere d'acquisto- PPP$). Ad ognuno di questi tre fattori è dato peso uguale per il calcolo dell'indice HDI. La metodologia per la costruzione dell'indice e' cambiata tre volte tra il 1990 e il 1994, ma negli ultimi anni e' rimasta immutata. Il valore dell'HDI, compreso tra 0 e 1, indica quanto ciascun Paese si e' avvicinato ai seguenti obiettivi:
a) Speranza di vita 85 anni
b) Accesso all'Istruzione per tutti
c) livello decente di reddito
Il valore teorico massimo dell'Indice (HDI = 1) significa che il Paese ha conseguito tutti gli obiettivi.
Le misure utilizzate per ciascuna variabile sono:
- La longevita' misurata attraverso la speranza di vita alla nascita
- Il livello di istruzione misurato da una media ponderata di alfabetizzazione degli adulti (due-terzi) e il tasso di iscrizione alle scuole elementari-medie-superiori (un terzo)
- il livello di vita misurato attraverso la parità di potere di acquisto espresso in dollari USA (PPP$).



Impatto ambientale

Qualunque modificazione dell'ambiente, negativa o benefica, totale o parziale, conseguente ad attività, prodotti o servizi di un'organizzazione.



Impronta ecologica

William Rees, l'autore che insieme a Mathis Wackernagel ha messo a punto l'impostazione base dell'"Impronta ecologica" (1996), la definisce come l'area totale di ecosistemi terrestri e acquatici richiesta per produrre le risorse che la popolazione umana consuma e per assimilare i rifiuti che essa stessa produce. Dopo il vertice di Rio de Janeiro del 1997, Wackernagel ha predisposto con altri collaboratori un ampio lavoro dedicato al calcolo delle impronte ecologiche di 52 paesi, che ospitano globalmente l'80% della popolazione mondiale. Questi ricercatori affermano: "sommando i territori biologicamente produttivi, che su scala mondiale sono pari a 0,25 ettari di terreni agricoli, 0,6 di pascoli, 0,6 di foreste e 0,03 di aree edificate pro capite, otteniamo un totale di 1,5 ettari di territorio pro capite; arriviamo a 2 ettari se vi includiamo le aree marine. Non tutto questo spazio è disponibile per gli esseri umani, poiché quest'area ospita anche i 30 milioni di specie con le quali l'umanità condivide il pianeta. Secondo la Commissione Mondiale per l'Ambiente e lo sviluppo, almeno il 12% della capacità ecologica complessiva dovrebbe essere preservata a garanzia della biodiversità. Questo 12% può non essere sufficiente per conservare la biodiversità, ma conservarne di più potrebbe non essere politicamente fattibile (É). E' quindi possibile calcolare che dei circa 2 ettari pro capite di area biologicamente produttiva che esistono sul pianeta, solo 1,7 ettari pro capite sono disponibili per l'impiego da parte dell'uomo. Questi 1,7 ettari diventano il valore di riferimento per mettere a confronto le Impronte Ecologiche delle popolazioni. Si tratta della media matematica della realtà ecologica odierna. Ne consegue che stando alle cifre della popolazione attuale, l'Impronta media deve essere ridotta a questa dimensione. (É ) Non presupponendo alcun degrado ecologico ulteriore, la quantità di spazio produttivo biologicamente disponibile sarà pari ad un ettaro pro capite quando la popolazione mondiale raggiungerà i 10 miliardi previsti".



Indicatori e altri strumenti statistico-contabili di contabilità ambientale

Sono strumenti statistici in grado di fornire informazioni sull'ambiente (nel senso esteso inteso da questo glossario, vedi). Il modello più diffuso è quello degli indicatori di pressione settoriale, o Determinanti-Pressione-Stato-Impatti-Risposte (DPSIR), elaborato dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). I Determinanti, a "monte" dell'intero processo possono essere identificati con le attività e i processi antropici che causano le pressioni. A "valle" delle pressioni sta invece lo Stato della natura, che subisce modificazioni in seguito alle sollecitazioni umane. Ciò comporta Impatti sul sistema antropico, cui la società reagisce con apposite Risposte, finalizzate a rimuovere sia gli Impatti che a modificare i Determinanti. Gli indicatori misurano in quantità fisiche gli elementi di questo ciclo di interazioni tra uomo e natura. Offrono informazioni utili per la definizione di politiche e per la.valutazione della loro efficacia. Confrontati con indicatori dei costi, forniscono informazioni sull'efficienza delle politiche stesse. La Commissione europea ha individuato una linea di azione denominata ESEPI (European System of Environmental Pressure Indices), per fornire una descrizione sintetica in termini fisici dei fenomeni causati dalle attività umane che sono all'origine dei problemi ambientali. Si tratta di determinare statisticamente tali pressioni per tema ambientale (dieci: inquinamento atmosferico, cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, ambiente marino e zone costiere, assottigliamento della fascia di ozono, esaurimento delle risorse naturali, dispersione di sostanze tossiche, ambiente urbano e rumore, rifiuti, inquinamento delle acque e risorse idriche) e per settore. Un gruppo di esperti dell'Ue ha quindi selezionato 10 indicatori per tema, da cui i 10 indicatori in sperimentazione anche in Italia (Torino, Ancona, Ferrara) per quanto riguarda l'ambiente urbano.
Altri indicatori, di tipo sintetico, sono stati elaborati da vari enti e associazioni a partire anche dalla possibilità di applicazione a realtà locali o al livello di significatività: Ecological footprint, Environmetal Space, Emergia, Total Material Requirement, Human Development Index, Environmental Sustainability Index.
Altri strumenti statistici di contabilità ambientale sono SERIEE e NAMEA.
Elaborato dall'Istituto di statistica europeo EUROSTAT, SERIEE (Système Européen de Rassemblement de l'Information Economique sur l'Environnement) é un sistema di conti satellite, i quali gravitano attorno alla contabilità nazionale o locale e rappresentano ciascuno un campo dell'economia che influisce sull'ambiente naturale. Di questo sistema fa parte l'EPEA (Environmental Protection Expenditure Account, Conto della Spesa per la Protezione dell'Ambiente), che riguarda la spesa per la protezione dell'ambiente, cioè per le attività il cui scopo principale è la prevenzione, la riduzione e l'eliminazione dell'inquinamento e di ogni altra causa di degrado ambientale.
NAMEA (National Accounts Matrix including Environmental Accounts) è stato ideato dall'Istituto di statistica olandese. Affianca in un'unica matrice conti economici tradizionali e conti ambientali, e raffigura l'interazione tra economia e ambiente a partire dalle attività economiche da cui tale interazione trae origine. Rappresenta la possibilità di confrontare dati monetari relativi alle attività produttive e di consumo con i dati fisici relativi alle pressioni sull'ambiente di tali attività.



Indici di frequenza degli infortuni

Rapporto tra il numero degli incidenti denunciati e il numero delle ore lavorate moltiplicato per un milione.



Indici di gravità degli infortuni

Rapporto tra i giorni di assenza per infortunio e numero delle ore lavorate moltiplicato per mille.



Inquinante

Sostanza che, immessa nell'ambiente, può alterarne le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, con potenziale rischio per la salute umana e per l'ambiente stesso.



Internet Banking

Servizio che consente di disporre operazioni bancarie (acquisto/vendita, titoli bancari, bonifici, ecc.) ed accedere alle informazioni relative al conto corrente e al dossier titoli anche attraverso il personal computer. Permette inoltre di ricevere informazioni "on line" sull'andamento dei principali mercati o su quello dei singoli titoli.



Investimenti ambientali

Sono gli investimenti destinati a prevenire, ridurre e riparare danni causati all'ambiente. Da questa categoria sono esclusi i costi sostenuti da un'impresa o da un ente pubblico in attuazione di obblighi di legge, ovvero destinati ad adeguare i metodi di produzione ai fini della salvaguardia dell'ambiente.



Investitore

Indica genericamente il soggetto cui la banca presta uno o più servizi.



ISO 14001

Nel settembre 1996 è stata pubblicata la norma ISO (International Organization for Standardization) 14001: "Environmental Management System - Specification with guidance for use". E' una norma di sistema che definisce i requisiti organizzativo-gestionali di tipo ambientale che un'organizzazione deve soddisfare per ottenere il riconoscimento di un certificatore esterno indipendente.



Life cycle analysis (LCA)

Analisi sistematica che valuta i flussi di materia e di energia durante tutta la vita di un prodotto, dall'estrazione dalle materie prime, alla produzione, alla distribuzione, all'utilizzo, fino all'eliminazione del prodotto stesso una volta divenuto rifiuto.



Norma UNI EN ISO 14001


Norma italiana relativa a "Requisiti e guida per l'uso" dei Sistemi di Gestione Ambientali, pubblicata nel novembre del 1996. Costituisce il recepimento in lingua italiana della norma europea EN ISO 14001, la quale a sua volta è il recepimento, senza alcuna modifica, della norma internazionale ISO 14001 del 1996.



PIL, PIL verde


Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è il valore della produzione totale di beni e servizi dell'economia di un paese all'interno del territorio nazionale: in tale indice il peso del degrado ambientale causato dalle attività umane non è conteggiato, anzi, le spese per la difesa dell'ambiente sono, di fatto, conteggiate tra i fattori positivi. Il "PIL verde", che dovrebbe correggere tale impostazione sottraendo al PIL il "peso" dei danni ambientali, è un progetto ancora lontano dalla sua concreta realizzazione.



Piano Esecutivo di Gestione (PEG)


E' un documento approvato dalla Giunta dell'Ente all'inizio dell'esercizio. E' lo strumento operativo attraverso il quale vengono tradotti gli indirizzi e i programmi dell'ente pubblico in obiettivi specifici, per ciascuno dei quali vengono specificati le dotazioni finanziarie e i singoli dirigenti responsabili dell'attuazione. Previsto dall'articolo 169 del decreto legislativo 267 del 2000, ha la finalità di assicurare un maggior grado di specializzazione agli stanziamenti di bilancio, per favorire il monitoraggio dei risultati e l'attività di controllo. Esso opera, infatti, una disaggregazione del bilancio, scomponendo le risorse in capitoli, i servizi in centri di costo e gli interventi in capitoli.
L'adozione del PEG è obbligatoria per gli enti locali con popolazione superiore a 15 mila abitanti e facoltativa per gli enti locali con popolazione inferiore a 15 mila abitanti e per le Comunità montane.



Piano regolatore generale


Disciplina le destinazioni d'uso dell'intero territorio comunale nel rispetto delle leggi nazionali e regionali, in funzione delle esigenze della comunità locale, assicurando nel massimo grado il controllo pubblico del territorio e dell'uso del suolo e l'organica attuazione degli interventi pubblici e privati. Il Piano regolatore generale si attua per mezzo dei che coordinano gli strumenti di attuazione pubblici e privati. Gli strumenti di attuazione, sia pubblici che privati, devono rispettare tutte le destinazioni e prescrizioni di Piano regolatore generale indicate nelle planimetrie e previste dalle presenti norme.



Politica Ambientale


Gli obiettivi e i principi d'azione dell'impresa riguardo l'ambiente ivi compresa la conformità alle pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale (def. Reg. CEE n. 761/2001 Ð EMAS). Dichiarazione fatta da un'organizzazione delle sue intenzioni e dei suoi principi in relazione alla sua globale prestazione ambientale che fornisce uno schema di riferimento per la definizione degli obiettivi e dei traguardi in campo ambientale.



Principi contabili, Principi contabili ambientali


I principi contabili hanno la funzione di integrare e interpretare le norme di legge per la redazione dei bilanci di esercizio.
Sono le regole da rispettare nell'arco dell'iter che porta alla formazione del bilancio di esercizio: dalla rilevazione in contabilità di ogni operazione di gestione, alla fase di chiusura che porta alla stesura dello stato patrimoniale e del conto economico, fino alla valutazione delle singole voci (attività e passività) che caratterizzano il patrimonio aziendale. Le fonti dei principi contabili sono la legislazione oppure la pratica di generale accettazione.
Gli enti locali deliberano annualmente il bilancio di previsione finanziario osservando i principi di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità.
In Italia, i principi contabili, riconosciuti anche dalla Consob, sono quelli emanati dall'apposita Commissione nazionale istituita dai Consigli nazionali dei Dottori commercialisti e dei Ragionieri. I principi nazionali sono elaborati tenendo sempre in considerazione i principi internazionali emanati dallo Iasc con i quali, in linea di massima, non esistono divergenze significative.
Uno degli obiettivi di CLEAR è quello di redigere i principi contabili per la realizzazione del bilancio ambientale di un ente locale.



Programma pluriennale di attuazione


E' il principale strumento di attuazione del Piano regolatore generale, destinato a promuovere e coordinare i maggiori interventi pubblici e privati e a condizionare tutti gli altri, in coerenza con la programmazione e il bilancio del Comune e quindi con il piano annuale e triennale delle opere pubbliche. Il programma di attuazione del Piano regolatore generale ha durata triennale definito come indirizzo programmatico nel piano triennale delle opere pubbliche, potrà essere modificato ed integrato non prima di un anno dalla sua approvazione, con le stesse procedure della sua adozione. Il programma pluriennale di attuazione deve contenere:
a) il programma per la realizzazione delle infrastrutture, dei servizi e delle attrezzature pubbliche, con l'indicazione delle spese e relativo finanziamento contenute nel piano triennale delle opere pubbliche;
b) le indicazione delle aree e degli immobili da espropriare;
c) l'individuazione dei piani attuativi cui sono collegate le opere pubbliche contenute nel piano triennale;
d) i contenuti del bilancio pluriennale comunale coordinato dal programma triennale delle opere pubbliche. Il contenuto dei Programma pluriennale di attuazione dovrà essere coordinato rispetto alla legislazione statale e regionale vigente.



Programmi di recupero urbano


Sono programmi i cui obiettivi prioritari sono finalizzati alla:



  • riqualificazione edilizia, urbanistica e ambientale degli insediamenti di Edilizia Residenziale Pubblica, attraverso: la manutenzione straordinaria, l'ammodernamento, la sostituzione, la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria (strade, fognature, parcheggi, acquedotto, illuminazione ecc.) e secondaria (centri sociali, scuole, attrezzature pubbliche ecc.); l'inserimento di elementi di arredo urbano; l'edificazione di completamento e di integrazione dei complessi urbanistici esistenti

  • alla definizione di insieme coordinato e sistematico di interventi organizzato sulla base di una proposta unitaria

  • al concorso di risorse pubbliche e private



Rapporto sullo stato dell'Ambiente


Documento elaborato dall'Ente locale per analizzare check-up dello stato dell'ambiente nel territorio di riferimento e creare una banca dati che valga come termine di confronto per individuare criticità e per monitorare l'efficacia delle politiche ambientali perseguite.



Rating ambientale


Processo di valutazione del rischio ambientale presente nell'attività delle aziende.



Rendiconto di gestione


Il Rendiconto è lo strumento di sintesi per la dimostrazione dei risultati di gestione dell'ente locale: attraverso opportune analisi, documenta i risultati ottenuti in termini di efficienza e di efficacia dell'intervento. Ha una duplice funzione: dare la dimostrazione riassuntiva delle operazioni effettuate nell'ambito della gestione e dei risultati conseguiti, nonché consentire il controllo sia da parte degli organi che hanno conferito il potere di gestione (Consiglio e Giunta), sia da parte dell'Organismo Regionale di Controllo. Costituisce il Rendiconto dell'Ente l'insieme del Conto di Bilancio, del Conto Economico e del Conto del Patrimonio.
Il conto del bilancio dimostra i risultati finali della gestione autorizzatoria contenuta nel bilancio annuale e si conclude con la dimostrazione del risultato contabile di gestione e con quello contabile di amministrazione, in termini di avanzo, pareggio o disavanzo.
Il conto economico evidenzia i componenti positivi e negativi dell'attività dell'ente secondo criteri di competenza economica. Comprende gli accertamenti e gli impegni del conto del bilancio, rettificati al fine di costituire la dimensione finanziaria dei valori economici riferiti alla gestione di competenza, le insussistenze e sopravvenienze derivanti dalla gestione dei residui e gli elementi economici non rilevati nel conto del bilancio. Il conto economico è redatto secondo uno schema a struttura scalare, con le voci classificate secondo la loro natura e con la rilevazione di risultati parziali e del risultato economico finale. Al conto economico è accluso un prospetto di conciliazione che, partendo dai dati finanziari delle gestione corrente del conto del bilancio, con l'aggiunta di elementi economici, raggiunge il risultato finale economico. I valori della gestione non corrente vanno riferiti al patrimonio.
Il conto del patrimonio rileva i risultati della gestione patrimoniale e riassume la consistenza del patrimonio al termine dell'esercizio, evidenziando le variazioni intervenute nel corso dello stesso, rispetto alla consistenza iniziale.



Rifiuti pericolosi/non pericolosi


Ai sensi del Decreto Legislativo 22/97 si definisce rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia deciso o sia obbligato a disfarsi. I rifiuti pericolosi possiedono per definizione almeno una delle 14 caratteristiche di pericolo definite in relazione ai rischi per l'uomo e per l'ambiente secondo quanto previsto dalle norme comunitarie.



Sistema di gestione ambientale


La parte del sistema di gestione che comprende la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le prassi, le procedure, i processi, le risorse per elaborare, rendere operativa, verificare e correggere la politica ambientale. La documentazione che descrive complessivamente il Sistema di Gestione Ambientale e i mezzi per raggiungere gli obiettivi stabilità è costituita dalla politica ambientale, dal manuale di gestione ambientale, dal piano di gestione ambientale. I moderni sistemi di gestione integrano, quasi sempre, la tutela della salute, la sicurezza sul lavoro e la protezione ambientale e spesso associano a queste tre variabili anche la gestione della qualità.



Spazio Ambientale disponibile


Per "Spazio Ambientale disponibile" s'intende il quantitativo di risorse ambientali rinnovabile e non rinnovabili che può essere usato senza mettere a rischio l'esaurimento delle risorse, la funzionalità e la ricettività dell'ambiente e, quindi, la capacità dell'ambiente di assolvere alla funzione di sostegno allo sviluppo per le generazioni future.
A livello internazionale è ormai riconosciuto che entro il trascorrere di una generazione si dovrebbe realizzare una società sostenibile. Il 2010 è l'anno assunto come riferimento per lo SA, in quanto esso è abbastanza lontano nel tempo per permettere un'adeguata redistribuzione dello SA ed è nel contempo abbastanza vicino per prevedere il tipo di sviluppo che avrà luogo nelle tecnologie e, in certa misura, nella società. Per le risorse non rinnovabili, l'anno di riferimento 2010 non è la data definitiva ma solo un primo obiettivo intermedio sulla strada verso una situazione di sostenibilità, che potrebbe essere raggiunta tra il 2030 ed il 2050.



Spese ambientali


Il termine "spesa ambientale" include il costo degli interventi intrapresi da un'impresa o da un ente pubblico, direttamente o attraverso terzi, al fine di prevenire, ridurre o riparare danni all'ambiente derivanti dalle sue attività operative. I costi in questione includono fra l'altro lo smaltimento dei rifiuti e le misure intese a prevenirne la formazione, la protezione del suolo e delle acque superficiali e sotterranee, la protezione dell'aria e del clima dall'inquinamento, la riduzione dell'inquinamento acustico e la tutela della biodiversità e del paesaggio. Si tratta di costi individuabili e sostenuti allo scopo principale di prevenire, ridurre o riparare danni all'ambiente. Ne sono escluse le spese che possono influire positivamente sull'ambiente ma il cui scopo principale consiste nel soddisfare altre esigenze quali, ad esempio, una maggiore redditività, la sicurezza e la salubrità nei luoghi di lavoro, la sicurezza nell'utilizzo dei prodotti o l'efficienza produttiva di un'impresa. Ove non sia possibile individuare l'importo di questi costi separandoli dagli altri costi nei quali siano integrati, se ne può calcolare una stima a condizione che l'importo che ne risulta risponda al criterio di essere principalmente destinato a prevenire, ridurre o riparare i danni causati all'ambiente.
I costi sostenuti a seguito di ammende o sanzioni inflitti per infrazione della normativa ambientale e di indennizzi di terzi per la perdita o i danni causati dall'inquinamento ambientale del passato sono esclusi da questa definizione.
Spese per la protezione dell'ambiente secondo i criteri individuati da SERIEE Ð Système europeén pour le rassemblement des informations économiques sur l'environment, si tratta dei costi di attività e azioni dirette alla prevenzione, riduzione e controllo dell'inquinamento e del degrado ambientale e delle attività di ripristino.
Tali spese sono classificate secondo i settori ambientali: protezione di aria e clima, gestione acque reflue, gestione rifiuti, protezione del suolo e delle acque sotterranee, protezione della biodiversità e del paesaggio, e secondo l'attività caratteristica (prevenzione dell'inquinamento, riduzione dell'inquinamento, misurazione e controllo, ricerca e sviluppo, formazione, attività amministrativa).
Si definiscono ambientali (EUROSTAT) le spese sostenute per la realizzazione di attività il cui fine principale (diretto o indiretto) è la gestione e protezione dell'ambiente, vale a dire le attività dirette deliberatamente e principalmente a prevenire, controllare, ridurre od eliminare l'inquinamento e il degrado ambientale provocati dagli atti di produzione e consumo. Il manuale SERIEE distingue le attività di protezione ambientale sulla base dei "domini" ambientali cui si riferiscono, ovvero sono suddivise a seconda dei diversi elementi del patrimonio naturale cui è finalizzata la spesa.
L' EUROSTAT classifica le spese ambientali in:
- spese di protezione dell'ambiente (preventive e di ripristino);
- spese compensative di difesa del degrado ambientale;
- spese di riparazione degli effetti negativi del degrado ambientale.



Stakeholder


Tutte le categorie di soggetti che possono influenzare, essere influenzati o avere un interesse per le attività dell'impresa/banca come il personale, gli azionisti, i clienti, la comunità locale, la comunità nazionale e lo Stato, i fornitori, le generazioni future.




Strumenti volontari


Gli strumenti volontari sono strumenti di politica economica che vengono utilizzati o incentivati dal policy maker per influenzare positivamente il comportamento ambientale dei soggetti potenzialmente inquinanti. Questi strumenti si contrappongono a quelli di comando e controllo (vedi) e di mercato perché per ottenere dei miglioramenti nelle prestazioni ambientali delle organizzazioni presenti sul territorio non utilizzano né divieti e sanzioni, né tasse o incentivi monetari, bensì o la negoziazione di impegni (Accordi Volontari) o la validazione dei sistemi di gestione ambientale secondo norme individuate (EMAS) o l' informazione ambientale del pubblico (Rapporti ambientali). In tutti questi casi la nota caratterizzante è che l'impresa o l'ente che aderiscono a questi strumenti, si impegnano volontariamente a migliorare il proprio impatto sull'ambiente in cambio di benefici attesi in termini di migliori rapporti con gli stakeholders.




Sviluppo sostenibile, sostenibilità


Lo sviluppo sostenibile si prefigge di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere quelli delle generazioni future. La crescita economica e lo sviluppo si debbono realizzare e mantenere nel lungo periodo, rispettando i limiti imposti dal sistema ambiente nel significato più ampio del termine. La definizione del concetto di sviluppo sostenibile, è contenuta nel Rapporto della Commissione Mondiale sull'Ambiente e lo Sviluppo, nota anche come "Commissione Bruntland" dal nome della presidente, la norvegese Gro Harlem Bruntland.



TMR


Il cosidetto Total Material Requirement (TMR) e' un indicatore che riassume i flussi di materie prime ed energia dell'economia e misura l'utilizzo globale di risorse naturali richiesto dall'attivita' economica . Il TMR include i consumi diretti di produzione interna o importati che sono contabilizzati economicamente (relativamente a combustibili fossili, metalli e minerali industriali e da costruzione, materiali e prodotti rinnovabili Ð agricoli, forestali, animali - , prodotti intermedi e finiti Ð solo come importazioni Ð la somma di tutti queste componenti costituisce il cosidetto Direct Material Input (DMI), e i consumi indiretti di materiali che non sono contabilizzati economicamente (i cosidetti "hidden material flow", costituiti da materiali rimossi dall'ambiente naturale o estratti per la produzione delle materie prime Ð ad esempio nelle attivita' minerarie, nell'estrazione e processamento dei combustibili, nella produzione forestale - o per la costruzione di infrastrutture o per effetto dei processi di erosione).



UNEP


United Nations Environment Programme Ð Programma ambientale delle Nazioni Unite volto a promuovere lo sviluppo sostenibile presso le imprese e i cittadini (ex "Carta dei Valori").



Valore aggiunto ambientale


Rappresenta l'incremento in termini di miglioramento ambientale che l'attività di impresa ha generato nell'eco-sistema.



Valutazione d'impatto ambientale (VIA)


Strumento di politica ambientale finalizzato a verificare l'impatto complessivo del progetto di una determinata opera sull'ambiente, anche in ordine ai livelli di qualità finale, mediante un'apposita procedura.
La VIA tende, dunque, a proteggere sia l'ambiente che la qualità della vita ponendo in essere una politica ecologica che eviti fin dall'inizio i guasti ambientali. A tal fine è necessario tener conto, in tutti i processi tecnici di programmazione e di decisione, delle eventuali ripercussioni dell'opera sull'ambiente mediante l'adozione di procedure destinate a valutarle.



WBCSD


World Business Coucil of Sustainable Development, ossia Consiglio mondiale delle imprese per lo sviluppo sostenibile.