editoriale
Un mondo in contraddizione.
mercoledì, 14 dicembre 2005 | Permalink
di Clementina
Chieffo
In questi giorni ho letto tante notizie sui temi e questioni ambientali ed economico ambientali che vi riporto, che mi hanno condotta ad effettuare delle mie valutazioni e conseguenti riflessioni: ma cosa sta veramente accadendo, siamo tutti ammalati, abbiamo perso le capacità e i nostri valori ???. A mio giudizio siamo nel periodo di maggiore contraddizione globale/locale e locale /globale che il genere umano abbia mai affrontato in passato. Seguitemi nelle notizie e poi traete le vostre riflessioni ed aiutatemi a capire cosa sta accadendo.
La copertina dell’Espresso dell’8 dicembre 2005, riporta il problema del cambiamento climatico e nell’articolo del settimanale si fa riferimento ad un anno dallo Tsunami e dallo stato in cui versano ancora quelle popolazioni. Con un analisi lucida si pone la questione dei problemi collegati al cambiamento climatico ed alla necessità d’intervento a livello planetario. Ora mai tutti gli scienziati e non solo, anche tanta gente comune, concordano sul fatto che la Terra si sta riscaldando e la causa principale è l’emissione di anidride carbonica, metano, protossido di azoto e altri gas che trattengono il calore terrestre. Il protocollo di Kyoto non è riuscito a dare ancora i risultati sperati, poichè 157 Paesi producono il 61% dei gas-serra e sono quelli industrializzati che non possono e vogliono rallentare la loro crescita. Il prossimo incontro di Montreal, dovrebbe dettare anche nuove condizioni per Paesi come Cina, India e Brasile, ma chi rinuncerà ad incrementare la propria crescita a favore di un altro Paese???. Così facendo le condizioni climatiche e non solo, nel medio periodo peggioreranno per tutti. Ma questo è un classico della logica: penso alla mai persona, alla mia famiglia, al massimo alla mia comunità , ma il resto del mondo è troppo!!!
Cina la discarica elettronica globale ( Il Sole 24 ore del 27/11/05 ) Guiyu in Cina è l’epicentro di un disastro ambientale incontrollato ed incontrollabile, qui si ricicla a basso costo perchè c’è un esercito di schiavi pronto a mettere a rischio la propria salute per smaltire e riciclare, facendo a pezzi computer ed altri apparecchi elettronici che arrivano da ogni parte del globo. I rottami vengono acquistati dai produttori cinesi e la paga giornaliera di un cinese è di 30 yuan al giorno ( circa 3 euro) In Cina, paese firmatario dell’accordo di Basilea, sarebbe vietato l’import di spazzatura elettronica, ma il flusso di scarti verso Guiyu, un villaggio dimenticato, non si è mai interrotto L’unica alternativa potrebbe essere trasformare l’attività di riciclaggio in attività a più alta tecnologia e quindi a minor impatto ambientale, ma questo farebbe lievitare i prezzi di prodotti che si usano più e come il pane???. Il problema è che a Guiyu tutti “vivono” grazie al e-waste, ma quale prezzo paga questa gente che vive tra materiali tossici altamente inquinanti ( cadmio, litio, piombo, mercurio, ecc).
Oggi giorno nuovi dolori dall’applicazione del protocollo di Kyoto ( il Sole 24 ore del 2/12/22005), pesante soprattutto per l’Italia , come confermano molti analisti UE, che prognosticano per il nostro paese ( ma anche per Spagna, Portogallo, Irlanda e Danimarca) uno “ sforamento” che non potrà essere evitato neanche con il massiccio acquisto dall’estero di quote aggiuntive di emissioni ( a tutto danno dei nostri conti pubblici) Quale strada intrapendere???
Blair : “ Rilanciamo il nucleare” il premier britannico infrange un tabù ( il Sole 24 ore 30/11/22005)
In Gran Bretagna il 20% dell’energia del paese arriva dal nucleare. Esistono ben 442 centrali nucleari in 39 Paesi del mondo con una capacità energetica complessiva di 368.611 GigaWatt Esistono ben 11 centrali nucleari già attive in Cina e si raggiungerà quota 26 entro il 2025. In Fillandia si sta costruendo il quinto reattore nucleare. La Francia ha in programma la costruzione di un nuovo reattore e l’80% dell’elettricità del Paese proviene dal nucleare. In Germania la Merkel continua la politica di dismissioni delle centrali entro il 2020. Nel 2010 entrerà in funzione il reattore nucleare di quarta generazione a Koeberg in Sudafrica. ma il problema delle scorie e non solo come si affonterà???
Su tutti i giornali in questi giorni è aperta la battaglia feroce per i lavori della TAV sulla tratta Torino Lione, in Val di Susa., ma è utile per l’intero sistema Europeo e per il nostro Paese e quindi all’interesse collettivo possono soggiacere gli interessi di alcune comunità locali ??? Esiste un conflitto tra locale e globale ??? L’unica spiegazione è che allo stato la capacità della rete esistente è molto esuberante rispetto alla domanda di merci che viaggino in ferrovia e queste poi non hanno alcun bisogno di andare a 300 Km all’ora Si dovrebbero potenziare e completare ancora tanti tratti ferroviari e mettere in sicurezza tanti passaggi, questo è puro buon senso economico ed anche questione ambientale.
Quante difficoltà, quanta informazione, ma dove è il giusto (la verità
, dove è il senso di prospettiva
del futuro, dove è il senso del bene comune,
della collettività, il senso di
responsabilità??? Quando si ragionerà in visione
sistemica e si penserà meno al proprio “
particulare” sarà veramente la rivoluzione.
Buon eco2anno
In questi giorni ho letto tante notizie sui temi e questioni ambientali ed economico ambientali che vi riporto, che mi hanno condotta ad effettuare delle mie valutazioni e conseguenti riflessioni: ma cosa sta veramente accadendo, siamo tutti ammalati, abbiamo perso le capacità e i nostri valori ???. A mio giudizio siamo nel periodo di maggiore contraddizione globale/locale e locale /globale che il genere umano abbia mai affrontato in passato. Seguitemi nelle notizie e poi traete le vostre riflessioni ed aiutatemi a capire cosa sta accadendo.
La copertina dell’Espresso dell’8 dicembre 2005, riporta il problema del cambiamento climatico e nell’articolo del settimanale si fa riferimento ad un anno dallo Tsunami e dallo stato in cui versano ancora quelle popolazioni. Con un analisi lucida si pone la questione dei problemi collegati al cambiamento climatico ed alla necessità d’intervento a livello planetario. Ora mai tutti gli scienziati e non solo, anche tanta gente comune, concordano sul fatto che la Terra si sta riscaldando e la causa principale è l’emissione di anidride carbonica, metano, protossido di azoto e altri gas che trattengono il calore terrestre. Il protocollo di Kyoto non è riuscito a dare ancora i risultati sperati, poichè 157 Paesi producono il 61% dei gas-serra e sono quelli industrializzati che non possono e vogliono rallentare la loro crescita. Il prossimo incontro di Montreal, dovrebbe dettare anche nuove condizioni per Paesi come Cina, India e Brasile, ma chi rinuncerà ad incrementare la propria crescita a favore di un altro Paese???. Così facendo le condizioni climatiche e non solo, nel medio periodo peggioreranno per tutti. Ma questo è un classico della logica: penso alla mai persona, alla mia famiglia, al massimo alla mia comunità , ma il resto del mondo è troppo!!!
Cina la discarica elettronica globale ( Il Sole 24 ore del 27/11/05 ) Guiyu in Cina è l’epicentro di un disastro ambientale incontrollato ed incontrollabile, qui si ricicla a basso costo perchè c’è un esercito di schiavi pronto a mettere a rischio la propria salute per smaltire e riciclare, facendo a pezzi computer ed altri apparecchi elettronici che arrivano da ogni parte del globo. I rottami vengono acquistati dai produttori cinesi e la paga giornaliera di un cinese è di 30 yuan al giorno ( circa 3 euro) In Cina, paese firmatario dell’accordo di Basilea, sarebbe vietato l’import di spazzatura elettronica, ma il flusso di scarti verso Guiyu, un villaggio dimenticato, non si è mai interrotto L’unica alternativa potrebbe essere trasformare l’attività di riciclaggio in attività a più alta tecnologia e quindi a minor impatto ambientale, ma questo farebbe lievitare i prezzi di prodotti che si usano più e come il pane???. Il problema è che a Guiyu tutti “vivono” grazie al e-waste, ma quale prezzo paga questa gente che vive tra materiali tossici altamente inquinanti ( cadmio, litio, piombo, mercurio, ecc).
Oggi giorno nuovi dolori dall’applicazione del protocollo di Kyoto ( il Sole 24 ore del 2/12/22005), pesante soprattutto per l’Italia , come confermano molti analisti UE, che prognosticano per il nostro paese ( ma anche per Spagna, Portogallo, Irlanda e Danimarca) uno “ sforamento” che non potrà essere evitato neanche con il massiccio acquisto dall’estero di quote aggiuntive di emissioni ( a tutto danno dei nostri conti pubblici) Quale strada intrapendere???
Blair : “ Rilanciamo il nucleare” il premier britannico infrange un tabù ( il Sole 24 ore 30/11/22005)
In Gran Bretagna il 20% dell’energia del paese arriva dal nucleare. Esistono ben 442 centrali nucleari in 39 Paesi del mondo con una capacità energetica complessiva di 368.611 GigaWatt Esistono ben 11 centrali nucleari già attive in Cina e si raggiungerà quota 26 entro il 2025. In Fillandia si sta costruendo il quinto reattore nucleare. La Francia ha in programma la costruzione di un nuovo reattore e l’80% dell’elettricità del Paese proviene dal nucleare. In Germania la Merkel continua la politica di dismissioni delle centrali entro il 2020. Nel 2010 entrerà in funzione il reattore nucleare di quarta generazione a Koeberg in Sudafrica. ma il problema delle scorie e non solo come si affonterà???
Su tutti i giornali in questi giorni è aperta la battaglia feroce per i lavori della TAV sulla tratta Torino Lione, in Val di Susa., ma è utile per l’intero sistema Europeo e per il nostro Paese e quindi all’interesse collettivo possono soggiacere gli interessi di alcune comunità locali ??? Esiste un conflitto tra locale e globale ??? L’unica spiegazione è che allo stato la capacità della rete esistente è molto esuberante rispetto alla domanda di merci che viaggino in ferrovia e queste poi non hanno alcun bisogno di andare a 300 Km all’ora Si dovrebbero potenziare e completare ancora tanti tratti ferroviari e mettere in sicurezza tanti passaggi, questo è puro buon senso economico ed anche questione ambientale.
Quante difficoltà, quanta informazione, ma dove è il giusto (la verità
Buon eco2anno
L’ accesso all’informazione ambientale il D.Lgs 19
agosto 2005, n. 195
lunedì, 24 ottobre 2005 | Permalink
Il D.Lgs n.195 attua la direttiva 2003/4/CE sull’
accesso del pubblico all’ informazione ambientale ed
è volto a garantire il diritto d' accesso dei
cittadini all'informazione ambientale detenuta dalle
autorità pubbliche e stabilire i termini, le
condizioni fondamentali e le modalità per il suo
esercizio e garantire, ai fini della più ampia
trasparenza, che l'informazione ambientale sia
sistematicamente e progressivamente messa a
disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso
i mezzi di telecomunicazione e gli strumenti
informatici, in forme o formati facilmente
consultabili, promuovendo a tale fine l'uso delle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Soffermiamoci su alcune definizioni presenti nel decreto, ovvero cosa si intende con “informazione ambientale”, “autorità pubblica”, “informazione detenuta da un’autorità pubblica”, “richiedente” e “pubblico”.
‐ Per informazione ambientale si intende qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica, come ad esempio lo stato degli elementi dell’ambiente, quali l’acqua, l’aria, il suolo, il territorio; i fattori quali le sostanze, l’energia, il rumore, le radiazioni o i rifiuti; le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i programmi; le relazioni sull’attuazione della legislazione ambientale; le analisi costi-benefici; lo stato della salute e della sicurezza umana.
‐ Per autorità pubblica si intendono invece, le amministrazioni pubbliche statali, regionali, locali, le aziende autonome e speciali, gli enti pubblici ed i concessionari di pubblici servizi, nonché ogni persona fisica o giuridica che svolga funzioni pubbliche connesse alle tematiche ambientali o eserciti responsabilità amministrative sotto il controllo di un organismo pubblico.
‐ L’ informazione detenuta da un'autorità pubblica, è quell’informazione ambientale in possesso di una autorità pubblica in quanto dalla stessa prodotta o ricevuta o materialmente detenuta da persona fisica o giuridica per suo conto.
‐ Il richiedente, è la persona fisica o l'ente che chiede l'informazione ambientale.
‐ Il pubblico, è una o più persone, fisiche o giuridiche, e le associazioni, le organizzazioni o gruppi di persone fisiche o giuridiche.
L’ accesso all’informazione ambientale, secondo le disposizioni del presente decreto, è concesso a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse. L’autorità pubblica mette a disposizione del richiedente l’informazione ambientale entro 30 giorni dalla data del ricevimento della richiesta e entro 60 giorni dalla stessa data nel caso in cui l’entità e la complessità della richiesta sono tali da non consentire di soddisfarla entro il predetto termine di 30 giorni. In tal caso, l’autorità pubblica è tenuta ad informare tempestivamente il richiedente comunque, entro il termine di 30 giorni, della proroga e dei motivi che la giustificano.
Nel caso invece, di mancata risposta entro i termini su menzionati, il richiedente può presentare ricorso in sede giurisdizionale, chiedendo il riesame delle suddette determinazioni al difensore civico competente per territorio, nel caso di atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, o alla Commissione nel caso di atti delle amministrazioni centrali o periferiche dello Stato.
Sicuramente il D.Lgs. n. 195 rappresenta un importante strumento che darà il via ad una serie di adempimenti a cura delle autorità preposte e rappresenterà l’occasione per diffondere le informazioni. Resta necessario a mio giudizio la necessità che per molti dati esista anche un commento, un’interpretazione; è cioè necessario che i dati non siano lasciati alla sola interpretazione o comprensione del lettore, ma siano chiaramente definiti da chi li elabora e chi li fornisce. Resta anche un altro importante problema quello della qualità di rilevazione del dato di carattere ambientale, ciò della sua attendibilità in termini di modalità e frequenza di rilevazione.
Se vuoi saperne di più, consulta il “Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195” (formato .pdf) che trovi in allegato alla presente e-mail.
Soffermiamoci su alcune definizioni presenti nel decreto, ovvero cosa si intende con “informazione ambientale”, “autorità pubblica”, “informazione detenuta da un’autorità pubblica”, “richiedente” e “pubblico”.
‐ Per informazione ambientale si intende qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica, come ad esempio lo stato degli elementi dell’ambiente, quali l’acqua, l’aria, il suolo, il territorio; i fattori quali le sostanze, l’energia, il rumore, le radiazioni o i rifiuti; le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i programmi; le relazioni sull’attuazione della legislazione ambientale; le analisi costi-benefici; lo stato della salute e della sicurezza umana.
‐ Per autorità pubblica si intendono invece, le amministrazioni pubbliche statali, regionali, locali, le aziende autonome e speciali, gli enti pubblici ed i concessionari di pubblici servizi, nonché ogni persona fisica o giuridica che svolga funzioni pubbliche connesse alle tematiche ambientali o eserciti responsabilità amministrative sotto il controllo di un organismo pubblico.
‐ L’ informazione detenuta da un'autorità pubblica, è quell’informazione ambientale in possesso di una autorità pubblica in quanto dalla stessa prodotta o ricevuta o materialmente detenuta da persona fisica o giuridica per suo conto.
‐ Il richiedente, è la persona fisica o l'ente che chiede l'informazione ambientale.
‐ Il pubblico, è una o più persone, fisiche o giuridiche, e le associazioni, le organizzazioni o gruppi di persone fisiche o giuridiche.
L’ accesso all’informazione ambientale, secondo le disposizioni del presente decreto, è concesso a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse. L’autorità pubblica mette a disposizione del richiedente l’informazione ambientale entro 30 giorni dalla data del ricevimento della richiesta e entro 60 giorni dalla stessa data nel caso in cui l’entità e la complessità della richiesta sono tali da non consentire di soddisfarla entro il predetto termine di 30 giorni. In tal caso, l’autorità pubblica è tenuta ad informare tempestivamente il richiedente comunque, entro il termine di 30 giorni, della proroga e dei motivi che la giustificano.
Nel caso invece, di mancata risposta entro i termini su menzionati, il richiedente può presentare ricorso in sede giurisdizionale, chiedendo il riesame delle suddette determinazioni al difensore civico competente per territorio, nel caso di atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, o alla Commissione nel caso di atti delle amministrazioni centrali o periferiche dello Stato.
Sicuramente il D.Lgs. n. 195 rappresenta un importante strumento che darà il via ad una serie di adempimenti a cura delle autorità preposte e rappresenterà l’occasione per diffondere le informazioni. Resta necessario a mio giudizio la necessità che per molti dati esista anche un commento, un’interpretazione; è cioè necessario che i dati non siano lasciati alla sola interpretazione o comprensione del lettore, ma siano chiaramente definiti da chi li elabora e chi li fornisce. Resta anche un altro importante problema quello della qualità di rilevazione del dato di carattere ambientale, ciò della sua attendibilità in termini di modalità e frequenza di rilevazione.
Se vuoi saperne di più, consulta il “Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195” (formato .pdf) che trovi in allegato alla presente e-mail.