Rifiuti, in hotel tariffa più salata.
lunedì, 24 ottobre 2005 | diritto & ambiente
Alberghi penalizzati dal futuro addio
alla Tarsu
I rincari saranno pesanti e penalizzeranno soprattutto le imprese e in particolare gli alberghi. Questa la sintesi dello studio effettuato dalla Confcommercio sugli effetti del passaggio della tassazione comunale sui rifiuti dalla Tarsu (l’attuale tributo, commisurato alla superficie occupata da un’abitazione o da un’attività
alla Tia (la tariffa,
proporzionale ai rifiuti prodotti, con sconti
per chi ricorre alla raccolta differenziata).
Proprio i rincari sono tra i motivi principali
per cui la maggior parte delle amministrazioni
non è ancora passata alla Tia, come disposto dal
Decreto Ronchi (dlgs 22/97): al Sud il passaggio
è avvenuto solo in sei centri della Puglia e due
della Campania. L’altro motivo importante è la
complessità di applicazione della Tia, che
richiede soprattutto di calcolare quanti rifiuti
produce ciascun utente. In ogni caso, si tratta
di un ritardo che deve fare i conti con una
scadenza non lontanissima: il termine per il
passaggio è stato fissato dalla Finanziaria 2005
al 31 dicembre 2006 (salvo proroghe).
I rincari che i Comuni meridionali hanno applicato o prevedono di applicare passando alla Tia appaiono generalmente più contenuti rispetto al resto d’Italia. L’aumento nazionale medio stimato dalla Confcommercio è del 220% per le utenze non domestiche, contro il 197% della Calabria, il 157 della Puglia, il 136% della Sicilia, il 112% della Basilicata e l’81% della Campania (che è anche la regione dove sono stati calcolati i rincari più bassi d’Italia). Le categorie più penalizzate dalla Tia, secondo le proiezioni della Confcommercio, sarebbero gli alberghi con ristorante, i distributori di carburante, le discoteche, le mense, le birrerie e i negozi di ortofrutta, pesce, fiori e piante. Per questi operatori, che comunque sono svantaggiati anche oggi con la Tarsu, al Sud sono stimati rincari dal 600 al 250% circa, secondo i casi e le località. Solo il ricorso alla raccolta differenziata potrà ridurre l’effetto della tariffa applicata.
I rincari saranno pesanti e penalizzeranno soprattutto le imprese e in particolare gli alberghi. Questa la sintesi dello studio effettuato dalla Confcommercio sugli effetti del passaggio della tassazione comunale sui rifiuti dalla Tarsu (l’attuale tributo, commisurato alla superficie occupata da un’abitazione o da un’attività
I rincari che i Comuni meridionali hanno applicato o prevedono di applicare passando alla Tia appaiono generalmente più contenuti rispetto al resto d’Italia. L’aumento nazionale medio stimato dalla Confcommercio è del 220% per le utenze non domestiche, contro il 197% della Calabria, il 157 della Puglia, il 136% della Sicilia, il 112% della Basilicata e l’81% della Campania (che è anche la regione dove sono stati calcolati i rincari più bassi d’Italia). Le categorie più penalizzate dalla Tia, secondo le proiezioni della Confcommercio, sarebbero gli alberghi con ristorante, i distributori di carburante, le discoteche, le mense, le birrerie e i negozi di ortofrutta, pesce, fiori e piante. Per questi operatori, che comunque sono svantaggiati anche oggi con la Tarsu, al Sud sono stimati rincari dal 600 al 250% circa, secondo i casi e le località. Solo il ricorso alla raccolta differenziata potrà ridurre l’effetto della tariffa applicata.