Italia 2020 Energia e ambiente dopo Kyoto
9388

Italia 2020
Energia e ambiente dopo Kyoto
a cura di Paolo degli Espinosa
Istituto Sviluppo Sostenibile Italia

Il rinnovamento energetico è una grande opportunità per l’Italia. Le ragioni di una svolta in senso sostenibile del nostro sistema energetico sono note da anni, ma assumono oggi un’importanza cruciale per due eventi concomitanti: da una parte la limitata offerta di petrolio, che nonostante i prezzi alle stelle stenta a tenere il passo con la crescente domanda asiatica, e dall’altra il rischio di rottura degli equilibri climatici, in buona parte causati proprio dall’elevato consumo di petrolio, anche sotto forma di carburante.
Quale direzione scegliere per uscire dalla dipendenza dall’oro nero? Nel nostro paese il dibattito su questo tema ha visto riemergere prima l’ipotesi di un maggiore impiego del carbone – in netta contraddizione con gli obiettivi sottoscritti a Kyoto per la riduzione delle emissioni di CO2 – e poi la riproposta del nucleare, una tecnologia che però comporta tuttora costi e rischi molto elevati.
La scelta energetica proposta dagli autori di Italia 2020 è radicalmente diversa: un impegno forte sull’efficienza energetica, la più disponibile e meno costosa delle risorse. Già da sola permette di conseguire la stabilità dei consumi e la riduzione del peso delle importazioni, pur aumentando i servizi. Nella stessa ottica va dato impulso alla cogenerazione-trigenerazione diffusa.
Occorre dare vita a un’industria italiana delle fonti rinnovabili con un energico e strategico impegno nel settore, per arrivare nel 2020 a un raddoppio del loro contributo alla produzione di elettricità. Parallelamente va promossa e sostenuta la ricerca tecnologica, in grado di trasformare l’Italia da tradizionale importatore di combustibili fossili in esportatore di prodotti e servizi, anche sui nuovi mercati.
La nuova industria tecnologica e i servizi per l’efficienza – dagli elettrodomestici ai motori elettrici industriali fino agli edifici, che andranno tutti riqualificati – possono offrire un’alternativa reale alla dipendenza dalle fonti fossili, con un valore aggiunto di indubbio rilievo: 350.000 nuovi posti di lavoro.
Il curatore: Paolo degli Espinosa è direttore del Dipartimento Energia dell’Issi.
Issi, Istituto Sviluppo Sostenibile Italia, diffonde e promuove idee, prassi e strumenti di sostenibilità ambientale. Antonio Federico, ingegnere esperto di indicatori di sostenibilità, ne è l’attuale presidente. Edo Ronchi, ministro dell’Ambiente del primo governo Prodi, è il presidente onorario.
Italiani: popolo ecologico
Forte del suo costante impegno nel promuovere una cultura "verde" presso la comunità locale e il proprio network di dipendenti, clienti e fornitori, Lexmark ha presentato i risultati di una nuova ricerca che analizza il livello di consapevolezza delle aziende in relazione all’impatto che hanno sul sistema ambientale tutte le attività quotidiane che si svolgono al loro interno.

Lo studio condotto da Ipsos Global su un campione di 2500 dipendenti nei principali Paesi europei (Spagna, Germania, Inghilterra, Francia, Italia) rileva che la "rivoluzione verde", ovvero il nuovo orientamento dei cittadini nei confronti dell’ambiente, è ormai un atteggiamento consolidato presso la maggior parte delle famiglie e inizia ora a essere fortemente percepito anche all’interno degli uffici. In Europa il 27% degli intervistati dichiara di adottare una corretta etica "ecologica" mentre il 32% afferma di essere informato delle ripercussioni che i processi di stampa possono avere sull’ambiente se gestiti impropriamente. In Italia, dove il campione degli intervistati è pari a un quinto del totale, queste percentuali corrispondendo rispettivamente al 41% e al 24%; mentre la Germania è il Paese con la percentuale più bassa (15%).

Dalla parte delle aziende: è giunto il momento di agire
In generale, dunque, i dipendenti aziendali sono a favore delle politiche eco-ambienti, ma dalla ricerca emerge che molti di essi lamentano una mancanza di interesse da parte delle aziende per cui lavorano. In linea con le risposte fornite dai colleghi europei, gli italiani hanno dichiarato una particolare attenzione ai consumi di corrente (8%) e hanno evidenziato che nella propria struttura non viene effettuata la raccolta differenziata della carta (9%).

Alla luce di queste considerazioni, oltre un terzo degli europei (35%) e degli italiani (37%) ritiene che la via più efficace per obbligare le aziende a perseguire politiche ambientali sia l’introduzione da parte dei Governi di normative e leggi specifiche che indicano a modificare le "cattive" abitudini aziendali. Sempre sulla scia europea, il 27% dei dipendenti italiani sostiene che i produttori dovrebbero avere un ruolo più incisivo nell’educare il personale d’ufficio, soprattutto in relazione alla capacità di scegliere prodotti eco-compatibili.

Dalla parte dei dipendenti: molti buoni propositi
La ricerca rileva che in tutta Europa i dipendenti prestano particolare attenzione al consumo di carta: in particolare, coerenti con la media europea (84%), l’85% degli italiani dichiara di leggere i messaggi e-mail e gli altri documenti unicamente a video evitando di stamparli; per contro solo il 34% utilizza carta riciclata e solo il 33% stampa su ambedue le facciate (in Europa rispettivamente il 29% e il 28%).

Globalmente tutti gli europei si sono dichiarati sensibili anche agli sprechi di energia elettrica e ai consumi inerenti l’utilizzo delle cartucce.

In ufficio l’81% dell’intero campione afferma che sempre più spesso, prima di uscire, spegne la luce della stanza insieme al proprio Pc e allo schermo per contribuire al risparmio di corrente (in Italia l’80%). Dato ancor più interessante è il senso di responsabilità che si sta affermando verso tutto il sistema aziendale: oltre la metà degli utenti, il 56%, si accerta dello spegnimento delle stampanti dislocate negli uffici e il 53% delle luci negli altri uffici.

Gli italiani (60%) e gli spagnoli (62%) sono in assoluto i più attenti agli sprechi di energia contro il 54% dei francesi.

Parlando di riciclo delle cartucce i risultati dell’indagine non dipingono uno scenario altrettanto roseo. Nonostante i buoni propositi soltanto il 49% dei dipendenti europei le deposita negli appositi contenitori mentre il 16% si limita a gettare le cartucce vuote nel cestino.

Anche su questo tema gli italiani affermano di essere i più attenti nei confronti dell'ambiente (le percentuali fin qui citate sono rispettivamente il 40% e il 14%), ma in realtà solo il 30% ritiene che riciclare le cartucce esauste giovi all'ambiente, contro il 60% dei britannici.

Più responsabili, invece, le aziende: il 63% dei dipendenti (il 54% in Italia) dichiara il regolare ritiro delle cartucce esauste da parte dei produttori.

La rivoluzione "verde": un movimento over 50
Un dato curioso emerso dalla ricerca è la constatazione che a guidare la rivoluzione "verde" in tutta Europa siano prevalentemente gli adulti di età superiore ai 50 anni: 1 intervistato su 12, pari al 7%, dichiara di utilizzare fonti energetiche alternative per la propria abitazione, investendo nell’acquisto di pannelli solari ed energia idroelettrica. Oltre due terzi (67%) di questo panel, inoltre, ricicla regolarmente la carta contro poco più della metà (56%) degli intervistati di età compresa fra 18 e 24 anni.

Chi sono i dipendenti più "eco" in Europa?
Analizzando i contesti professionali europei, lo studio evidenzia la tradizionale divisione tra Nord e Sud con differenze particolarmente consistenti tra quanto viene dichiarato e quanto viene effettivamente praticato, soprattutto al Sud.

Italiani e spagnoli vantano l’adozione di un comportamento responsabile in ufficio ma, al contempo, risultano gli utenti che stampano una quantità di pagine superiore rispetto agli altri dipendenti (fino a 43 pagine al giorno) e solo il 18% di essi getta le cartucce esauste nel cestino.

Le dichiarazioni dei francesi sono più veritiere: soltanto il 25% sostiene di avere un atteggiamento totalmente eco-responsabile, ma nonostante la minor attenzione per l’ambiente sono fra coloro che consumano meno carta rispetto a spagnoli e italiani (35 pagine in media), collocandosi al secondo posto in termini di attitudine al risparmio energetico.

Britannici e tedeschi, infine, offrono una percezione decisamente realistica delle loro abitudini; ammettono di consumare più carta (40 pagine al giorno di media nel Regno Unito) rispetto ad altri Paesi e sono al primo posto nell’esprimere una seria volontà ad adottare condotte eco-responsabili. Allo stesso tempo non accusano le aziende del loro Paese di mancanza di interesse per l’ambiente riconoscendo loro una particolare attenzione per il risparmio di corrente (65%) e di carta (62%).

L'Austria è il Paese europeo che fa maggiore uso di energie alternative, con quasi un quinto (17%) degli intervistati che afferma di alimentare la propria abitazione con pannelli solari o energia idroelettrica contro il 2% in Francia, Spagna e Belgio. Anche il 12% dei tedeschi utilizza fonti di energia alternative nell'abitazione.

Gli italiani eccellono nella raccolta differenziata nelle loro abitazioni: quasi tre quarti (70%) degli intervistati separa i rifiuti organici dal resto della spazzatura, mentre i belgi sono al primo posto per quanto riguarda la raccolta differenziata negli uffici, con oltre il 76% di essi che separa la carta da riciclare.

Gli eco-professionisti
Del tutto inaspettato il dato che premia gli avvocati come la categoria più coscienziosa nei confronti dell'ambiente: quasi 9 intervistati su 10 (88%) dichiara di spegnere il proprio Pc alla fine della giornata. I professionisti del settore legale sono in testa anche alla classifica sulle abitudini di riciclo negli uffici con più di due terzi (67%) di essi che afferma di effettuare la raccolta differenziata della carta; poco più della metà (55%) degli addetti del settore dei servizi finanziari.

Sta prendendo piede negli USA il fotovoltaico concentrato
Si sta sviluppando sempre più velocemente, in particolar modo negli USA, un nuovo tipo di fotovoltaico: il fotovoltaico concentrato.

La particolarità di questo nuovo tipo di fotovoltaico è che usa per la concentrazione della luce dispositivi ottici e robotizzati combinati con chip molto efficienti a grande capacità di conversione della luce in elettricità.
Molte grosse aziende stanno puntando su questa tecnologia, in particolar modo la Sharp e la Spectrolab, la quale produce celle fotovoltaiche per le missioni spaziali della Nasa. Questo tipo di celle sono migliori di quelle normali in quanto hanno tre strati di materiali differenti che riescono a catturare una maggiore quantità di spettro luminoso rispetto al solo silicio.

Nei Mac del futuro calore per ricaricare le batterie?
Una piccola società americana annuncia una componente in grado di trasformare il calore in corrente elettrica. Apple tra le società interessate ad acquistare i diritti d'utilizzare le tecnologia.

Nei prossimi Mac a produrre energia sarà il calore? Secondo alcune fonti questo potrebbe essere l'orizzonte che attende i portatili di Cupertino se una trattativa con Eneco dovesse andare in porto.

La piccola, ma innovativa società americana, è nota nel mondo dell'hi-tech per avere studiato un sistema che converte il calore in energia elettrica o, in alternativa, è in grado di produrre una refrigerazione fino a *200 gradi centigradi nel momento in cui alla componente viene passata energia elettrica.

Il principio su cui si basa il chip è quello delle termoionica dove gli elettroni producono corrente elettrica "rimbalzando" da una superficie calda ad una fredda. Il chip ha una dimensione molto ridotta ed è in grado di produrre 20 ampere di corrente quando viene riscaldato.

Secondo la rivista specializzata in tematiche ecologico Gree Business News, Eneco sarebbe in trattative con Apple e con Dell per l'impiego del processore nei loro sistemi. L'esatto uso è ancora de definire, ma teoricamente si potrebbe immaginare un computer addirittura privo di batterie. Basterebbe collegare la componente ad un bruciatore catalitico per produrre energia e ricaricare le batterie. In alternativa sarebbe possibile alimentare direttamente un dispositivo portatile o prolungare la durata delle batterie recuperando il calore di risulta da altri processi.

La strada verso la commercializzazione non dovrebbe essere troppo lunga. I primi processori potrebbero essere disponibili già dai primi mesi del 2008. Oltre ad Apple e Dell sarebbero interessati al prodotto di Eneco anche Bmw, Ford e Boeing.

Imola: acquisti verdi per il Comune
Imola. Dopo la promozione degli acquisti verdi dello scorso agosto avvenuta su proposta dell’Assessore all’Ambiente Luciano Mazzini, la Giunta Comunale ha adottato un atto di indirizzo per incentivare gli acquisti in materiale riciclato, lo stesso Comune di Imola, il Nuovo Circondario e la Provincia di Bologna promuovono un corso in tre giornate per le pubbliche amministrazioni del circondario sull’inserimento dei criteri ambientali negli acquisti. "Il DM n. 203 dell' 8 maggio 2003– dichiara Mazzini -, ha stabilito che enti pubblici e società a prevalente capitale pubblico debbano coprire almeno il 30% del fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti in materiale riciclato. Gli acquisti verdi rientrano tra gli strumenti che una pubblica amministrazione ha a disposizione per perseguire realmente politiche volte allo sviluppo sostenibile, scegliendo prodotti a basso impatto ambientale