Il Presedente della
Repubblica Carlo Azelio Ciampi ha chiesto al Governo
una serie di chiarimenti sul decreto legislativo che
attua la legge delega sulla materia ambientale, noto
come il penta testo di riordino in materia
ambientale.
La decisione del Presidente Ciampi di non firmare il
decreto in materia ambientale non è un vero e proprio
rinvio, ma un provvedimento che blocca di fatto il
procedimento.
Sulla delega ambientale il Quirinale vuole
chiarimenti e il Presidente Ciampi, ha chiesto al
Governo spiegazioni sul rispetto delle competenze
regionali e sulle ragioni del parere negativo
espresso dalla Conferenza Stato-Regioni, rivolgendo
un implicito invito ad approfondire la questione e a
verificare i punti controversi.
La legge delega varata sembra un vero e proprio
maxi-condono per il passato e un “via libera” per il
futuro. Come ad esempio la possibilità di smaltire
rifiuti in modo illegale, contro la disciplina
comunitaria; la riduzione degli interventi di
bonifica sui siti industriali inquinati; l’abolizione
dei controlli sulla qualità delle acque, secondo i
parametri stabiliti dall’Unione europea, fino a
trasformare la valutazione d’impatto ambientale (Via)
in un adempimento poco più che burocratico.
Se l’attuale Governo, non si deciderà di correggere
il provvedimento, il Paese rischia di perdere un
cespite importante del suo patrimonio ambientale, una
parte della sua ricchezza naturale che alimenta il
turismo e l’occupazione del settore.
Molto positive sono state le reazioni avute dalle
Associazioni Ambientaliste, che da anni hanno cercato
di contrastare il decreto affinché si arrivasse a
quello che sta accadendo ed è accaduto in questi
ultimi giorni.
I collaboratori del Ministro Matteoli tentano di
accreditare la tesi che il Quirinale si è limitato
solo a chiedere dei chiarimenti e sono sicuri che
alla fine il Presidente approvi il decreto.
Anche su questo noi cittadini, il 9 e il 10 aprile,
saremo chiamati a dire la nostra, e il nostro voto
sarà decisivo anche sulle sorti del nostro “
ambiente”.
http://acquistiverdi.it/news/514
http://acquistiverdi.it/news/495
http://acquistiverdi.it/news/493
Politica e ambiente
Bilancio della legislatura 2001-2006
WWF Italia a cura di Gaetano Benedetto
Anno 2006
L’ambiente del nostro
Paese è un valore costituzionale da proteggere e
valorizzare? La legislazione ambientale è stata
implementata e migliorata nel corso della XIV
legislatura? Il diritto alla partecipazione dei
cittadini e delle associazioni ambientaliste alle
scelte politiche e legislative riguardanti l’ambiente
e la salute sono stati garantiti?
Il WWF non ha dubbi e sostiene che l’insieme della
tutela dei beni ambientali e culturali dell’Italia
esce fortemente indebolito alla fine della XIV
legislatura.
L’ambiente, che faticosamente negli anni era riuscito
ad acquisire un riconoscimento come bene primario e
valore trasversale, con la XIV legislatura della
Repubblica – caratterizzata da due governi presieduti
dall’on. Silvio Berlusconi – é stato troppo spesso
considerato un fastidioso intralcio alla necessità di
crescita del Paese, una risorsa da valorizzare nel
modo sbagliato per cercare di compensare i deficit
finanziari, una merce di scambio gestita attraverso
condoni, sanatorie, deroghe. La tutela dell’ambiente
non può poi essere separata dal diritto alla
partecipazione. Un diritto dei cittadini e delle
Associazioni che li rappresentano, non una facoltà
dei governanti o una concessione democratica, ma un
obbligo per chi amministra e governa. Di questi
principi quasi nulla si è tenuto conto nelle
decisioni che hanno caratterizzato i lavori
parlamentari e governativi dell’ultima legislatura.
In realtà – come sottolinea Gaetano
Benedetto nella sua introduzione – la
questione non è solo politica, né solo istituzionale.
Esiste un problema culturale di fondo: i governi e le
leggi di cui il Paese si dota non fanno che
riflettere un analfabetismo ambientale che è diffuso
e profondamente radicato nei nostri comportamenti
quotidiani. Analfabetismo che in questi cinque anni è
diventato politica, e quindi legge.
Questo volume, frutto di una ricerca del WWF
Italia, è una minuziosa ricostruzione del
progressivo smantellamento dei concetti stessi di
tutela e di valorizzazione delle risorse ambientali
che è stato operato spesso in modo quasi occulto
attraverso provvedimenti legislativi sulle materie
più diverse, dai rifiuti ai beni culturali. Un quadro
difficile da cogliere, proprio perché così si voleva
che fosse, e che questa ricerca fa invece apparire in
tutta la sua straordinaria pericolosità. Una
pubblicazione che “vuol essere memoria di quanto
accaduto, ma anche una sorta di “breviario” su ciò
che sarà necessario correggere”. In questi anni, ad
esempio, sono state stravolte le regole nel mercato
dei lavori pubblici e in materia di valutazione di
impatto ambientale sono state definite infrastrutture
strategiche opere che di strategico avevano ben poco.
In virtù di questa loro qualifica e in deroga alle
procedure di verifica ambientale, diverse opere
altamente impattanti hanno così potuto proseguire il
proprio iter con procedure di autorizzazione
accelerate e semplificate. Così come l’escamotage di
frammentare l’unitarietà delle opere ha perseguito lo
scopo di diminuire artificiosamente il peso
complessivo dell’impatto ambientale.
Da PEFC Italia (il
sistema di certificazione per la gestione forestale
sostenibile) una guida all’uso sostenibile della
risorsa legno dedicata a Pubbliche amministrazioni ed
Enti Locali. La guida prende in considerazione ed
esamina vari aspetti legati all’uso del legno, ma
tenta anche di dare risposte ad esigenze e tematiche
particolarmente sentite dal soggetto pubblico, ed in
particolar modo: - le esigenze degli enti locali di
intensificare le proprie azioni nell’ambito dei GPP
e, sempre in questo ambito, approfondire i possibili
criteri di selezione; - le considerazioni legate alla
possibilità di trasformare in nuove opportunità i
costi legati ai processi di recupero, mantenimento e
coltivazione del bosco, che alcuni enti sono
costretti a sostenere a causa della peculiarità del
territorio che amministrano e per ragioni di
salvaguardia ambientale; - la necessità di adempiere
ad una funzione di "buon esempio" che può portare
sempre più alla diffusione tra i cittadini di buone
pratiche circa l’acquisto di prodotti a basso impatto
ambientale.
E' possibile scaricare il documento completo in pdf
http://acquistiverdi.it/img/documenti/Guida_PEFC_uso_sostenibile_risorsa%20legno.pdf
Il progetto coinvolge 9 paesi europei (Italia, Austria, Bulgaria, Finlandia, Germania, Lettonia, Polonia, Slovenia ed Ungheria) e 12 istituti nei rispettivi paesi. La gestione del progetto è affidato a un Comitato di valutazione internazionale e a Comitati nazionali e regionali, responsabile per l’Italia del progetto è l’Enea, l’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente, da anni impegnato in materia di uso razionale delle risorse energetiche e di sviluppo sostenibile.
http://acquistiverdi.it/news/549
Decreto 31 gennaio 2006: Agenzia del Demanio. Revisione della misura del sovracanone per impianti idroelettrici, ai sensi dell'articolo 3 della legge 22 dicembre 1980, n. 925.
http://www.ambientediritto.it/Legislazione/ACQUA/2006/dm_31gen2006.htm
ENERGIA
Decreto 6 febbraio 2006: Ministero delle Attività Produttive. Criteri per l'incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare.
http://www.ambientediritto.it/Legislazione/Energia/2006/dm_6feb2006.htm
ACQUA E INQUINAMENTO IDRICO
Scarichi illegali di acque reflue - Responsabilità del legale rappresentante - Impianto di depurazione - Conduzione - Delega a terzi - Presupposti per la validità - Norme sulla tutela delle acque - Ottemperanza - Funzioni di fatto esercitate in assenza di una valida delega - Fattispecie. CORTE DI CASSAZIONE Penale Sez. III, 11 gennaio 2006 (Ud. 17/11/2005), Sentenza n. 560.
http://www.ambientediritto.it/sentenze/2006/Cassazione/Cassazione%202006%20n.560.HTM
RIFIUTI
Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 febbraio 2006: Ulteriori disposizioni per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti della regione Campania. (Ordinanza n. 3493). (GU n. 44 del 22-2-2006)
http://www.iuritalia.com/GU/20060222/GU%20n.044%20del%2022-02-2006/005.htm
Rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi - Centro di stoccaggio provvisorio - Comune - Interesse al corretto insediamento sul territorio di impianti pericolosi - Impugnazione di atti lesivi di tale interesse - Legittimazione - Sussistenza. CONSIGLIO DI STATO, Sez. V - 20 febbraio 2006
http://www.ambientediritto.it/sentenze/2006/CdS/Cds%202006%20n.695.htm
Art. 27 d. lgs. 22/97 - Conferenza di servizi - Sindaco - Partecipazione alla conferenza - Impugnazione del provvedimento terminale - Preclusione - Inconfigurabilità. CONSIGLIO DI STATO, Sez. V - 20 febbraio 2006
http://www.ambientediritto.it/sentenze/2006/CdS/Cds%202006%20n.695.htm
VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
Ipotesi di esonero - Caratteristiche oggettive e soggettive - Impianto di produzione di energia elettrica alimentato da combustibili ecologici - Regime semplificato per lo smaltimento delle sostanze utilizzate - Denunzia dell’inizio dell’attività di smaltimento - Verifica della compatibilità urbanistica ed edilizia delle opere. CONSIGLIO DI STATO Sez. VI, 17/02/2006
http://www.ambientediritto.it/sentenze/2006/CdS/Cds%202006%20n.671.htm
http://acquistiverdi.it/news/481
http://acquistiverdi.it/news/487
Torino ospita fino al
19 febbraio Hy Park 2006, la manifestazione che mette
in mostra tutte le applicazioni dell’idrogeno: dal
riscaldamento domestico al trasporto pubblico e
privato, passando per gli spazi lucidi. La kermesse
(visitabile anche online) consente ai visitatori di
sperimentare in prima persona i vantaggi che derivano
dall’applicazione dell’idrogeno: su un apposito
circuito, per esempio, sarà possibile provare 20
scooter alimentati da power system a idrogeno con
stack di fuel cells a potenza contenuta. I modelli
derivati da mezzi elettrici hanno un’autonomia di
circa 240 chilometri. Ma ci si potrà divertire e
misurare la propria abilità di giocatori anche dando
vita a sfide di flipper a idrogeno, al ritmo di
musica selezionata da dj che usano consolle
alimentate a idrogeno.
Per la prima volta è
stata dimostrata l’esistenza di un meccanismo che
potrebbe condurre a una diminuzione nella quantità di
anidride carbonica immessa nell’atmosfera a seguito
dell’aumento medio della temperatura. Il team di
Russell Monson, dell’Università del Colorado di
Boulder, ha infatti verificato come le foreste
emettano una quantità ridotta di CO2 quando nevica di
meno. Il manto nevoso, infatti, agisce come una
coperta termica sul terreno, favorendo il metabolismo
invernale dei microrganismi che vi abitano e la
conseguente emissione di gas serra. I ricercatori
hanno così dimostrato che, quando gli inverni sono
più caldi, la quantità complessiva di anidride
carbonica assorbita da una foresta lungo tutto il
corso dell’anno risulta alla fine maggiore.