Ministero dello Sviluppo Economico. Modalita' applicative per il riconoscimento degli incentivi previsti, in favore degli autoveicoli alimentati a metano o a gas di petrolio liquido (GPL).

Con provvedimento dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico (gia' Ministero delle attivita' produttive) e dell'Agenzia delle entrate dell'11 settembre 2006 si sono stabiliti i termini e le modalita' di trasmissione dell'elenco dei soggetti ammessi a fruire del credito d'imposta completo dei dati identificativi, come previsto dall'art. 6 del decreto del 2 marzo 2006 del Ministro delle attivita' produttive di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 62 del 15 marzo 2006, che definisce le modalita' attuative dell'art. 5-sexies, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, concernente interventi in favore dell'utilizzo di GPL e metano per autotrazione. Il testo integrale del provvedimento e' pubblicato sul sito del Ministero dello sviluppo economico: www.attivitaproduttive.gov.it e dell'Agenzia delle entrate: www.agenziaentrate.gov.it

Finanziaria, oltre alla tassa sui SUV in forse anche lo stop alle buste in plastica
Oltre alla tassa sui Suv rischia di saltare anche il divieto di utilizzare, a partire dal 2010, i sacchetti della spesa in plastica non biodegradabile che avrebbe contribuito a combattere l'inquinamento, ridurre l'emissione di anidride carbonica nell atmosfera e a raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto per contrastare il cambiamento del clima.

E quanto afferma con preoccupazione la Coldiretti dopo che la Commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando gli emendamenti alla Finanziaria, ha dichiarato inammissibile quello relativo all obbligo di sostituire le tradizionali bustine della spesa di plastica con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale a partire dal 2010, già in vigore in Francia.

Non bisogna perdere l'occasione di cogliere - sottolinea la Coldiretti - le opportunità che vengono per l'ambiente da una filiera fortemente innovativa dove l'Italia può svolgere un ruolo di primo piano a livello mondiale perché dispone dei terreni, delle coltivazioni, delle capacità imprenditoriali, delle tecnologie e dei progetti necessari. Per sostituire le circa 300.000 tonnellate di plastica utilizzate nelle tradizionali bustine della spesa, con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale, basterebbe coltivare per questo obiettivo circa 200.000 ettari poiché mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole sono sufficienti per produrre circa 100 bustine di bioplastica non inquinante (bio shopper).

Con un effetto ambientale che - continua la Coldiretti - giustifica l'attuale differenza di costo di pochi centesimi e che tende progressivamente a ridursi (8 centesimi per il sacchetto biodegradabile rispetto ai 5 di quello in plastica tradizionale). E l'Italia, con l'accordo raggiunto tra Coldiretti e Novamont sulla prima bioraffineria italiana dispone di una realtà unica al mondo nel suo genere, che va ad integrare a monte la filiera delle bioplastiche Mater-Bi ed Origo-Bi e apre a nuove applicazioni nel campo degli intermedi chimici con l'utilizzazione di amido di mais e oli vegetali grazie ad un nuovo insediamento produttivo localizzato a Terni e integrato nel territorio in grado di utilizzare le risorse naturali di origine agricola locali.
A regime, a partire da inizio 2008, si prevede che raggiungerà una capacità produttiva annua di 60.000 tonnellate di bioplastiche completamente biodegradabili, compostabili con un risparmio nelle emissioni di 40.000 tonnellate di anidride carbonica.

Un contributo concreto dell'agricoltura alla riduzione dell'inquinamento ambientale con le bioplastiche che - sottolinea la Coldiretti - sono una autentica espressione delle nuove opportunità che offre l'agricoltura per lo sviluppo sostenibile, in una moderna società post industriale, di fronte alla crescente domanda di sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini.

In Francia la legge di orientamento per l'agricoltura del 2006 prevede il divieto dal primo gennaio 2010 della distribuzione al consumatore finale, a titolo gratuito o oneroso, dei sacchetti a uso unico in plastica non biodegradabile e lo stesso Presidente della Repubblica Jacques Chirac - conclude la Coldiretti - è intervenuto per sottolinearne le prospettive positive per l'agricoltura, l'ambiente e i cittadini.
Indagine Coop: l'ambiente, il primo problema
I dati di un sondaggio esclusivo promosso da Consumatori tra 1505 soci Coop. La prima preoccupazione è quella per i temi ambientali. Il 48,3% dice di aver cambiato i propri stili di vita. Ma dall'indagine emerge che c'è ancora molto da fare, sul piano dell'informazione e delle indicazioni concrete per ogni famiglia.

Preoccupati, molto preoccupati per i problemi ambientali e di inquinamento. Più che per la situazione economica o per il rischio di guerre, più che per l’ordine pubblico o i problemi di traffico. In assoluto l’ambiente è al primo posto (con un punteggio di 7,99 in una scala da 1 a 10) tra le tematiche che più inquietano circa il presente e il futuro. È questo il dato saliente che emerge dall’indagine che la società specializzata Archè ha svolto per conto del mensile "Consumatori" su un campione di 1505 soci Coop di tutta Italia. L’ambiente, secondo il sondaggio, era la prima preoccupazione del nostro campione anche due anni fa (con un punteggio di 7,53) seguito dal timore di conflitti (allora l’11 settembre e la guerra in Irak erano più vicine). In due anni tutti gli indicatori segnano un aumento, segno che complessivamente le preoccupazioni sono cresciute, e più di tutte quelle per la situazione economica che compie, proporzionalmente, il balzo più evidente (da 6,87 a 7,38 cioè dal quinto al secondo posto). E vista la realtà e le vicende vissute dal nostro paese la cosa non desta sorpresa più di tanto.

Ma il secondo elemento di riflessione che la nostra indagine ci consegna, è che alla forte preoccupazione per l’ambiente, non fa seguito una altrettanto chiara indicazione sul piano dei comportamenti concreti, delle azioni che singolarmente o come collettività abbiamo intrapreso o possiamo intraprendere per difendere davvero il nostro pianeta. Anzi, sembra emergere uno scarto, tra livello di timori e preoccupazioni, da un lato, e capacità di sapere cosa davvero e in concreto si può fare per migliorare le cose, dall’altro. Infatti alla domanda se la preoccupazione su questo versante ha prodotto modifiche nei comportamenti di vita il 48,3% dice sì. Qui è un po' la storia del bicchiere mezzo pieno (a voler essere ottimisti) o, più probabilmente, mezzo vuoto. Perché alla preoccupazione non segue (più di tanto) l’azione.
Colpa forse anche di una informazione non sempre chiara e a volte contraddittoria (solo per il 44,6% le notizie in materia ambientale sono affidabili), ma anche di una inadeguata capacità dei soggetti preposti (istituzioni pubbliche e associazioni ambientaliste) di indicare con chiarezza cosa sia possibile, da parte dei singoli e delle famiglie, fare. Andando oltre il dovere civico della raccolta differenziata (l’azione più indicata, col 34,5%, come comportamento concreto a difesa dell’ambiente) e con strumenti più attendibili delle targhe alterne (che sono un palliativo inutile per il 52,3% del campione).

L'indagine della Coop comunque conferma che la consapevolezza dei problemi c’è, ed è una buona base visto che lavoro da fare, per tutelare l’ambiente ce n’é tanto. Sia per quanto riguarda l’educazione e la conoscenza dei problemi, sia per quanto riguarda le opzioni concrete che ogni famiglia e cittadino ha a disposizione nella sua vita di tutti i giorni.

L'ultimo capitolo dell'indagine della Coop cerca di verificare se e come le tematiche ambientali incidano sui comportamenti d’acquisto di prodotti. Intanto ben un 56,9% degli intervistati dice che il tema ambiente incide sulle scelte al momento della spesa. Ma come? Un 28,3% dice che si cautela acquistando solo prodotti con determinate caratteristiche (biologici, non Ogm, ecc.). C’è poi un 25,8% che "acquista solo marchi di cui si fida" e un 20% che cerca di scegliere prodotti ricavati da materiali riciclati. E se un prodotto, per garantire migliori tutele all’ambiente dovesse costare di più, cosa succederebbe? Un 33,8% ci ha detto che comprerebbe un prodotto di questo tipo a prescindere dal prezzo. Un 26,8% lo acquisterebbe solo se costasse al massimo il 10% in più, mentre un 15,4% sarebbe disponibile solo se lo scarto fosse entro il 20%. Infine un 22,8% lo comprerebbe solo allo stesso prezzo degli altri. Dunque la nostra indagine offre davvero una molteplicità di spunti che confermano come la frontiera dell’ecologia e della tutela dell’ambiente sia fondamentale per il nostro futuro. E come di lavoro da fare ce ne sia davvero tanto, per fare in modo che questa semplice enunciazione diventi una realtà praticata quotidianamente.

Sulla passerella sfila il primo abito da sposa di granoturco
E’ stato presentato il primo abito da sposa realizzato al 100 per cento con granoturco per iniziativa della Coldiretti e di NatureWorks LLC. La sfilata è avvenuta in anteprima mondiale nell’ambito della casa dell’«Innovazione verde che cambia la vita» aperta dal presidente della Coldiretti Paolo Bedoni al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio organizzato dalla Coldiretti e dallo Studio Ambrosetti. Il capo è stato realizzato interamente con una fibra derivata al 100 per cento da risorse rinnovabili, come il granoturco del quale ne sono stati impiegati 25 chili per realizzare un tessuto di 8 chili: ci vogliono 2,7 chili di granoturco per produrne 1 chilo.
Dal chicco di granoturco è stato separato l’amido che è stato trasformato in zucchero dalla cui fermentazione si è ottenuto l’acido lattico dal cui polimero si ottiene la fibra Ingeo. La base dell’abito è costituita da un bustino legato ad una costruzione a balze per gonfiare la gonna stretta sui fianchi e a coda, che si allarga poi scendendo. Anche all’esterno della gonna sono state applicate delle balze alte 7/8 cm, lavorate singolarmente a mano.

L’utilizzazione di un prodotto agricolo per un capo che segna un momento centrale di cambiamento nella vita, vuole significare - ha sottolineato il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni - la necessità di una decisa svolta verso comportamenti più sostenibili dal punto di vista ambientale, che possono essere alla portata di tutti grazie alle innovazioni in campo agroalimentare destinate a rivoluzionare la vita dei cittadini nella moda, nelle case, o nei giochi dei più piccoli, con effetti per la salute, la difesa dell’ambiente dall’inquinamento, la sicurezza dei cibi e il risparmio energetico.
Workshop ICLEI sul tema del GPP in Italia
Si terrà a Bologna nella giornata del 29 Novembre un workshop sul tema del Green Public Procurement in Italia.
Questo evento è organizzato dalla Commissione Europea, con il supporto di ICLEI - Local Governments for Sustainability e Macroscopio. La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria la registrazione.

L'obiettivo è introdurre il tema del Green Public Procurement, spiegare come criteri ecologici possano essere inclusi nelle offerte e nelle dinamiche di acquisto di beni e servizi e presentare esempi concreti sviluppati all'interno del nostro Paese.

Durante l'evento sarà assegnato un premio alle organizzazioni che hanno sviluppato best practice in questa direzione. E' ancora possibile concorrere al premio, purché le domande siano inviate entro il 17 novembre.
Tutte le informazioni sul workshop, sul premio, sul programma della giornata ed modulo per la registrazione sono disponibili sul sito
www.iclei-europe.org/gppworkshops.