Il Presedente della
Repubblica Carlo Azelio Ciampi ha chiesto al Governo
una serie di chiarimenti sul decreto legislativo che
attua la legge delega sulla materia ambientale, noto
come il penta testo di riordino in materia
ambientale.
La decisione del Presidente Ciampi di non firmare il
decreto in materia ambientale non è un vero e proprio
rinvio, ma un provvedimento che blocca di fatto il
procedimento.
Sulla delega ambientale il Quirinale vuole
chiarimenti e il Presidente Ciampi, ha chiesto al
Governo spiegazioni sul rispetto delle competenze
regionali e sulle ragioni del parere negativo
espresso dalla Conferenza Stato-Regioni, rivolgendo
un implicito invito ad approfondire la questione e a
verificare i punti controversi.
La legge delega varata sembra un vero e proprio
maxi-condono per il passato e un “via libera” per il
futuro. Come ad esempio la possibilità di smaltire
rifiuti in modo illegale, contro la disciplina
comunitaria; la riduzione degli interventi di
bonifica sui siti industriali inquinati; l’abolizione
dei controlli sulla qualità delle acque, secondo i
parametri stabiliti dall’Unione europea, fino a
trasformare la valutazione d’impatto ambientale (Via)
in un adempimento poco più che burocratico.
Se l’attuale Governo, non si deciderà di correggere
il provvedimento, il Paese rischia di perdere un
cespite importante del suo patrimonio ambientale, una
parte della sua ricchezza naturale che alimenta il
turismo e l’occupazione del settore.
Molto positive sono state le reazioni avute dalle
Associazioni Ambientaliste, che da anni hanno cercato
di contrastare il decreto affinché si arrivasse a
quello che sta accadendo ed è accaduto in questi
ultimi giorni.
I collaboratori del Ministro Matteoli tentano di
accreditare la tesi che il Quirinale si è limitato
solo a chiedere dei chiarimenti e sono sicuri che
alla fine il Presidente approvi il decreto.
Anche su questo noi cittadini, il 9 e il 10 aprile,
saremo chiamati a dire la nostra, e il nostro voto
sarà decisivo anche sulle sorti del nostro “
ambiente”.