Finanziaria, oltre alla tassa sui SUV in forse anche lo stop alle buste in plastica
Oltre alla tassa sui Suv rischia di saltare anche il divieto di utilizzare, a partire dal 2010, i sacchetti della spesa in plastica non biodegradabile che avrebbe contribuito a combattere l'inquinamento, ridurre l'emissione di anidride carbonica nell atmosfera e a raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto per contrastare il cambiamento del clima.

E quanto afferma con preoccupazione la Coldiretti dopo che la Commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando gli emendamenti alla Finanziaria, ha dichiarato inammissibile quello relativo all obbligo di sostituire le tradizionali bustine della spesa di plastica con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale a partire dal 2010, già in vigore in Francia.

Non bisogna perdere l'occasione di cogliere - sottolinea la Coldiretti - le opportunità che vengono per l'ambiente da una filiera fortemente innovativa dove l'Italia può svolgere un ruolo di primo piano a livello mondiale perché dispone dei terreni, delle coltivazioni, delle capacità imprenditoriali, delle tecnologie e dei progetti necessari. Per sostituire le circa 300.000 tonnellate di plastica utilizzate nelle tradizionali bustine della spesa, con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale, basterebbe coltivare per questo obiettivo circa 200.000 ettari poiché mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole sono sufficienti per produrre circa 100 bustine di bioplastica non inquinante (bio shopper).

Con un effetto ambientale che - continua la Coldiretti - giustifica l'attuale differenza di costo di pochi centesimi e che tende progressivamente a ridursi (8 centesimi per il sacchetto biodegradabile rispetto ai 5 di quello in plastica tradizionale). E l'Italia, con l'accordo raggiunto tra Coldiretti e Novamont sulla prima bioraffineria italiana dispone di una realtà unica al mondo nel suo genere, che va ad integrare a monte la filiera delle bioplastiche Mater-Bi ed Origo-Bi e apre a nuove applicazioni nel campo degli intermedi chimici con l'utilizzazione di amido di mais e oli vegetali grazie ad un nuovo insediamento produttivo localizzato a Terni e integrato nel territorio in grado di utilizzare le risorse naturali di origine agricola locali.
A regime, a partire da inizio 2008, si prevede che raggiungerà una capacità produttiva annua di 60.000 tonnellate di bioplastiche completamente biodegradabili, compostabili con un risparmio nelle emissioni di 40.000 tonnellate di anidride carbonica.

Un contributo concreto dell'agricoltura alla riduzione dell'inquinamento ambientale con le bioplastiche che - sottolinea la Coldiretti - sono una autentica espressione delle nuove opportunità che offre l'agricoltura per lo sviluppo sostenibile, in una moderna società post industriale, di fronte alla crescente domanda di sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini.

In Francia la legge di orientamento per l'agricoltura del 2006 prevede il divieto dal primo gennaio 2010 della distribuzione al consumatore finale, a titolo gratuito o oneroso, dei sacchetti a uso unico in plastica non biodegradabile e lo stesso Presidente della Repubblica Jacques Chirac - conclude la Coldiretti - è intervenuto per sottolinearne le prospettive positive per l'agricoltura, l'ambiente e i cittadini.