Rapporto sullo stato dell’Ambiente
Documento elaborato dall’Ente locale per analizzare check-up dello stato dell’ambiente nel territorio di riferimento e creare una banca dati che valga come termine di confronto per individuare criticità e per monitorare l’efficacia delle politiche ambientali perseguite.
Rating ambientale
Processo di valutazione del rischio ambientale presente nell’attività delle aziende.
Rendiconto di gestione
Il Rendiconto è lo strumento di sintesi per la dimostrazione dei risultati di gestione dell’ente locale: attraverso opportune analisi, documenta i risultati ottenuti in termini di efficienza e di efficacia dell’intervento. Ha una duplice funzione: dare la dimostrazione riassuntiva delle operazioni effettuate nell’ambito della gestione e dei risultati conseguiti, nonché consentire il controllo sia da parte degli organi che hanno conferito il potere di gestione (Consiglio e Giunta), sia da parte dell’Organismo Regionale di Controllo. Costituisce il Rendiconto dell’Ente l’insieme del Conto di Bilancio, del Conto Economico e del Conto del Patrimonio.
Il conto del bilancio dimostra i risultati finali della gestione autorizzatoria contenuta nel bilancio annuale e si conclude con la dimostrazione del risultato contabile di gestione e con quello contabile di amministrazione, in termini di avanzo, pareggio o disavanzo.
Il conto economico evidenzia i componenti positivi e negativi dell’attività dell’ente secondo criteri di competenza economica. Comprende gli accertamenti e gli impegni del conto del bilancio, rettificati al fine di costituire la dimensione finanziaria dei valori economici riferiti alla gestione di competenza, le insussistenze e sopravvenienze derivanti dalla gestione dei residui e gli elementi economici non rilevati nel conto del bilancio. Il conto economico è redatto secondo uno schema a struttura scalare, con le voci classificate secondo la loro natura e con la rilevazione di risultati parziali e del risultato economico finale. Al conto economico è accluso un prospetto di conciliazione che, partendo dai dati finanziari delle gestione corrente del conto del bilancio, con l’aggiunta di elementi economici, raggiunge il risultato finale economico. I valori della gestione non corrente vanno riferiti al patrimonio.
Il conto del patrimonio rileva i risultati della gestione patrimoniale e riassume la consistenza del patrimonio al termine dell’esercizio, evidenziando le variazioni intervenute nel corso dello stesso, rispetto alla consistenza iniziale.
Residuo fisso (a 180 °C)
Il residuo fisso è un parametro che misura la ‘durezza’ di un’acqua: non indica inquinamento ma piuttosto la potabilità. Il residuo fisso (parametro che si trova comunemente sulle etichette delle bottiglie di acqua minerale) indica ciò che resterebbe in un’ipotetica pentola se si facesse bollire tutta l’acqua contenuta, alla temperatura convenzionale di 180°C. Sostanzialmente, tale residuo è dato dai carbonati di calcio e di magnesio, per cui in genere tanto più il residuo è elevato, tanto più l’acqua sarà ‘dura’ (con implicazioni sulla potabilità, sull’utilizzo di elettrodomestici e sulle tubature di approvvigionamento).
Responsabilità sociale
L’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali e ambientali in tutte le operazioni commerciali, nei processi decisionali e nei rapporti fra l’azienda e i propri interlocutori ( gli stakeholder), dal Libro Verde della Commissione Europea.
Raccolta
L’operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto.
Raccolta differenziata
La raccolta idonea, secondo criteri di economicità, efficacia, trasparenza ed efficienza, a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, al momento della raccolta o, per la frazione organica umida, anche al momento del trattamento, nonché a raggruppare i rifiuti di imballaggio separatamente dagli altri rifiuti urbani, a condizione che tutti i rifiuti sopra indicati siano effettivamente destinati al recupero.
Recupero
Le operazioni che utilizzano rifiuti per generare materie prime secondarie, combustibili o prodotti, attraverso trattamenti meccanici, termici, chimici o biologici, incluse la cernita o la selezione.
Recupero energetico
Utilizzazione di rifiuti combustibili quale mezzo per produrre energia mediante incenerimento diretto con recupero del calore.
Rete ecologica
Rete continua di unità ecosistemiche più o meno naturali che determina la funzionalità ecologica di un territorio. Si compone di corridoi (elementi di connessione) e di gangli (aree con livelli di biodiversità significativa con funzione di serbatoio).
Riciclo
Ritrattamento in un ciclo produttivo del bene di consumo (a fine vita commerciale) per la funzione originaria o per altri fini.
Rifiuto
Qualsiasi sostanza, prodotto di scarto od oggetto giunto al termine del suo uso di cui il produttore abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi. In base alla loro origine sono classificati in rifiuti urbani e rifiuti speciali mentre, secondo le caratteristiche di pericolosità (dovute alla natura o alle attività che producono i rifiuti), si distinguono a loro volta in rifiuti pericolosi e non pericolosi. A seconda dello stato fisico si possono distinguere in rifiuti solidi, liquidi e gassosi.
Rifiuti pericolosi/non pericolosi
Ai sensi del Decreto Legislativo 22/97 si definisce rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia deciso o sia obbligato a disfarsi. I rifiuti pericolosi possiedono per definizione almeno una delle 14 caratteristiche di pericolo definite in relazione ai rischi per l’uomo e per l’ambiente secondo quanto previsto dalle norme comunitarie.
Rifiuti speciali
a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;
b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo;
c) i rifiuti da lavorazioni industriali;
d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;
e) i rifiuti da attività commerciali;
f) i rifiuti da attività di servizio;
g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie;
i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
m) il combustibile derivato da rifiuti;
n) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.
Rifiuti urbani:
a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell’articolo 198, comma 2, lettera g) del DLGS 152/2006;
c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;
e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonche’ gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e) del DLGS 152/2006;
