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AUGURI BUON 2012

Cresce la produzione di qualità il green è chiave di successo

La Repubblica  – 5 dicembre 2011 di Antonio Cianciullo

Sale al 46,9% il Piq, prodotto interno di qualità, una misura che tiene in contro anche la situazione degli ecosistemi naturali, da cui l’economia stessa dipende. Un settore in crescita, che garantirà 220mila nuovi posti di lavoro e può significare successo economico per un’azienda

Cresce, arrivando al 46,9 per cento della ricchezza totale. Allarga i suoi orizzonti, conquistando settori fino a ieri ostili. Ha un andamento dinamico, mentre l’economia si siede. È il Piq, il prodotto interno di qualità, fotografato dall’ultimo rapporto curato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere. Il Piq, spiega Domenico Sturabotti, direttore di Symbola, rappresenta il tentativo di misurare la qualità della crescita di un Paese perché la crescita in sé non è un indicatore sufficiente: vendere oppio rende molto, ma è preferibile coltivare grano. E nel Pil cinese non viene ancora calcolato il peso delle 750mila persone che, secondo le stime della Banca Mondiale, muoiono prematuramente nel paese a causa dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua.
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Manovra Monti: almeno l'orizzonte è un po' più lungo del solito

  Economia ecologica di Diego Barsotti

I commissari dell’Italia, le borse e lo spread, hanno già promosso la manovra di 20 miliardi dal 2012 al 2014 (la correzione lorda è di oltre 30 miliardi in quanto sono previsti interventi di spesa a favore della crescita, del sistema produttivo e del lavoro per oltre 10 miliardi, si legge nella nota ufficiale di palazzo Chigi) che oggi Monti presenterà in Parlamento. Ieri, dando le anticipazioni, aveva spiegato qual era il punto di partenza: «il debito pubblico grande degli italiani non è colpa degli europei, è colpa degli italiani che in passato non hanno dato abbastanza peso al benessere dei bambini, dei futuri adulti italiani, delle generazioni future». Monti descrive anche il fallimento della politica («il vero costo della politica è che chi governa prende decisioni miranti più all’orizzonte breve delle prossime elezioni che  all’orizzonte lungo dell’interesse del Paese, dei nostri figli, dei nostri nipoti») e queste parole così gravi -  insieme alla freddezza chirurgica  della lama che affonda nel cuore dei lavoratori e dei pensionati (e soprattutto dei futuri pensionati), nel cuore dei risparmi di una vita (la casa di proprietà, che è il risparmio privato che ha tenuta a galla l’economia italiana di fronte agli avvoltoi del rating), nel pozzo dei desideri indotti e non indotti superflui o non superflui, che è l’iva sull’acquistismo fino ad oggi spacciato per la panacea a tutti i mali (la famosa folle pubblicità del mito berlusconiano con l’anziana che comprava una mela e faceva girare l’economia) -  scolorano sullo sfondo di un ministro – la Fornero –  che politico non è, e che deve interrompere il suo discorso sulla riforma del welfare e sui sacrifici per far spazio alle lacrime.
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Svizzera, riforma del fisco per dire addio al nucleare

La Repubblica  – 5 dicembre 2011 di Franco Zantonelli

Rivoluzione ‘verde’ preparando l’abbandono del nucleare: il governo elvetico pensa a imposte più alte per chi utilizza combustibili fossili, stimolando così le energie alternative attraverso meno tasse per chi è più eco-sostenibile

Tassare di più l’energia da fonti fossili e di meno il lavoro ed il risparmio. È l’obiettivo ambizioso del governo elvetico che, incentivando popolazione e imprenditori ad utilizzare fonti energetiche alternative con sgravi fiscali, ritiene di poter traghettare la Svizzera all’abbandono del nucleare, nel 2035. Il che significa, in sostanza, un carico fiscale più leggero per chi utilizza energie non inquinanti e più pesante per chi ricorre, ad esempio, a quelle fossili.

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Torna a crescere il riciclo dopo il crollo, +40% nel 2010

La Repubblica  – 1 dicembre 2011

Presentato a Roma il rapporto di Fise-Unire Confindustria: balzo in avanti nel recupero dei materiali dopo le difficoltà legate alla crisi del 2009. Boom del ferro con un +68%, ma le previsioni per il 2011 sono negative

Passata la crisi del 2009, con il crollo del valore delle materie prime e la conseguente scarsa convenienza al riciclo, il settore nel 2010 ha compiuto un importante balzo in avanti dell’ordine del 40%. “Lo scorso anno sono state riciclate quasi 34 milioni di tonnellate e si conferma l’aumento dei tassi di riciclo in tutte le filiere (in media pari al 65%)”, spiega lo studio annuale “L’Italia del Riciclo”, presentato stamani a Roma.
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